Lutto nel mondo della musica italiana: si è spento a 86 anni uno degli interpreti più amati della canzone d’autore e della musica leggera.

Il cantante e pianista si è spento nella sua Capri dopo una lunga malattia. Due volte vincitore del Festival di Sanremo, lascia un’eredità musicale che ha attraversato oltre sessant’anni di storia italiana.

La musica italiana dice addio a Peppino Di Capri, morto all’età di 86 anni; ne avrebbe compiuti 87 il prossimo 27 luglio, nella sua amata Capri, dove si è spento a Villa Castiglione dopo una lunga malattia. Con la sua scomparsa se ne va uno degli ultimi grandi protagonisti della canzone italiana del Novecento, capace di unire eleganza interpretativa, talento pianistico e una straordinaria longevità artistica.

La notizia della sua morte è stata riportata da Il Mattino, suscitando profonda commozione tra colleghi, fan e appassionati della musica italiana.

Dall’isola di Capri a protagonista della musica italiana

Nato a Capri il 27 luglio 1939 con il nome di Giuseppe Faiella, Peppino Di Capri mostrò fin da bambino un talento musicale fuori dal comune. Durante il secondo dopoguerra si esibiva davanti ai soldati americani presenti sull’isola, esperienza che avrebbe ricordato più volte come il vero inizio della sua carriera.

Da quei primi concerti nacque un percorso artistico lungo oltre sessant’anni, durante il quale riuscì a conquistare pubblici di ogni età senza mai rinunciare al proprio stile.

Il successo con Champagne, Roberta e i grandi classici

Il successo arrivò alla fine degli anni Cinquanta grazie alla sua personale interpretazione del rock’n’roll americano, rivisitato con sonorità mediterranee e partenopee.

Let’s Twist Again divenne il disco più venduto della sua discografia, mentre brani come Champagne, Nun è peccato, Roberta, St. Tropez Twist e Melancolie entrarono stabilmente nella storia della musica leggera italiana, diventando colonne sonore di intere generazioni.

Come nacque il nome “Peppino Di Capri”

Nel corso di un’intervista a Fanpage, l’artista raccontò l’origine del suo celebre nome d’arte.

Fu un avvocato ad ascoltarlo mentre si esibiva in un locale e a suggerire di registrare dieci provini da inviare a Milano.

«Ci diedero 50 mila lire a pezzo per dieci brani, però il viaggio, il vitto, l’alloggio, lavatura e stiratura li pagammo noi.»

Dopo l’ascolto arrivò la telefonata della casa discografica.

«Mi dissero: “Ci serve il nome del cantante”. Risposi che mi chiamavo Giuseppe Faiella, ma pensavo che con quel nome non sarei andato lontano. Il mio chitarrista mi disse: “Come ti chiamano?” “Peppino”. “Di dove sei?” “Di Capri”. Così nacque Peppino Di Capri. Pensai subito: “Come suona bene”.»

Le vittorie a Sanremo e l’esperienza all’Eurovision

Il Festival di Sanremo occupa un posto centrale nella carriera del cantante. Partecipò ben quindici volte, conquistando due vittorie: nel 1973 con Un grande amore e niente più e nel 1976 con Non lo faccio più.

Nel 2023 ricevette anche il Premio alla Carriera Città di Sanremo, riconoscimento alla sua lunga attività artistica.

Nel 1991 rappresentò inoltre l’Italia all’Eurovision Song Contest con Comm’è ddoce ‘o mare, classificandosi al settimo posto.

Capri, il luogo del cuore

Il legame con Capri non fu soltanto artistico, ma profondamente personale. Nonostante il successo nazionale e internazionale, Peppino Di Capri non lasciò mai definitivamente la sua isola, tornando sempre a Villa Castiglione dopo tournée e concerti.

Un rapporto rimasto saldo anche nei momenti più dolorosi della sua vita, come la scomparsa della moglie Giuliana Gagliardi, avvenuta nel 2019.

Nel 2015 la sua musica dimostrò ancora una volta la capacità di parlare alle nuove generazioni grazie alla collaborazione con Gué Pequeno nel brano Fiumi di Champagne, reinterpretazione in chiave rap del suo successo più celebre.

La vita privata

Peppino Di Capri sposò inizialmente la modella Roberta Stoppa, dalla quale nacque il figlio Igor.

Nel 1978 si unì in matrimonio con Giuliana Gagliardi, biologa originaria di Capri. Dal loro amore sono nati Edoardo, oggi musicista, e Dario, attore.

La morte della moglie nel luglio 2019 rappresentò il dolore più difficile della sua vita.

«Non sei mai preparato, anche se la malattia c’era da un anno», raccontò in seguito.

Villa Castiglione è rimasta per decenni il rifugio privato dell’artista, lontano dall’esposizione mediatica che ha accompagnato la sua carriera.

Un’eredità destinata a restare

Fino agli ultimi anni Peppino Di Capri ha continuato a esibirsi dal vivo, mantenendo un rapporto autentico con il pubblico.

Le sue canzoni hanno accompagnato matrimoni, feste, serate e momenti importanti della vita di milioni di italiani, diventando parte integrante della memoria collettiva del Paese.

Con la sua scomparsa si chiude un capitolo fondamentale della musica italiana. Rimane però un repertorio senza tempo, capace ancora oggi di emozionare e raccontare un’epoca attraverso melodie che continuano a vivere nel cuore del pubblico.