Influencer: una nuova figura apparsa da qualche anno sulla scena di internet, in grado di far muovere il mercato e le scelte individuali

 

Tribe, piattaforma che si pone come marketplace tra domanda e offerta di influencer, descrive come social media influencer chiunque abbia più di 3.000 follower su una delle tre piattaforme principali (Facebook, Instagram e Twitter). Quando queste personalità del web – o meglio, quando il loro personal branding – viene piegato ad esigenze di marketing (solitamente nella forma di sponsorizzazioni a pagamento) si concretizza una strategia di “Influencer marketing”.

Sebbene sembra proprio che diversi Paesi non abbiano regolamentazioni legali che obblighino a comunicare quando un post contiene una pubblicità, ultimamente la tendenza va proprio in questa direzione, forse in virtù di una sorta di “rispetto” verso il proprio pubblico. Sta di fatto che tutto questo proliferare di hashtag come #ad e #spon, soprattutto su Instagram, deve aver contribuito, almeno in parte, all’aumento esponenziale di investimenti in questo senso, tanto che, secondo Ninja Marketing, l’84% dei professionisti del marketing e della comunicazione lancerà nel 2017 almeno una campagna che preveda il coinvolgimento di influencer.

Ok, ma quindi? Quanto costa, in media, un post sponsorizzato?

Ce lo dice, in una bella infografica, Social Media Today, che ha reso chiari, tra le altre cose, i guadagni (che, per l’Italia, sono abbastanza simili) di 5 diverse fasce di influencer su Twitter, Facebook, Instagram, WordPress e Youtube.

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Qui sotto, invece, le piattaforme preferite dagli influencer americani.

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