La gravità del fisico Rovelli diventa jazz per il Marco Boccia Trio: è “Gravity” il secondo disco del contrabbassista pugliese

Dopo il grande successo di pubblico e di critica riscontrato dal suo primo disco, “In The Park”, Marco Boccia torna a stupire l’orecchio degli amanti del jazz con un secondo progetto discografico. “Gravity” è il titolo del nuovo disco del contrabbassista e compositore pugliese, ancora una volta accompagnato nella sua avventura musicale da Marino Cordasco, al pianoforte, e Gianlivio Liberti alla batteria.

Il Marco Boccia Trio, forte del talento e della creatività dei tre musicisti, ha già presentato il disco in alcune vetrine internazionali quali il Jazzit Fest a Pompei, con un’anteprima ad agosto 2019, nonché il Catania Jazz. “Gravity” è stato prodotto da Kekko Fornarelli con il supporto programma Puglia Sounds Records 2019 e, a partire da fine ottobre, è disponibile in CD/Digital su tutte le principali piattaforme. All’interno del disco sono contenuti otto brani interamente composti da Boccia, fra cui la stessa title track che ha dato nome all’intero album.

Gravity è stata per me un’esperienza umana che ha riguardato il rapporto della coscienza nello spazio e nel tempo. Ho capito che questo lavoro lo avrei chiamato così quando, le immagini e le suggestioni che affollavano la mia mente, avevano attinenza con il peso declinato nelle sue diverse sfumature semantiche come: forza, attrazione, spinta e, meno correttamente, impulso. Nel mio immaginario: “Gravità”.>>, dichiara Marco Boccia, <<A quel punto si è aperto un mondo di antiche passioni e nuove riflessioni che hanno fatto sì che la penna fluisse, inaspettatamente, a pochi mesi dall’uscita di “In the Park”, il nostro precedente lavoro. Un vero e proprio “Apeiron”.

 

La gravità, dunque, come ‘energia’ che influenza lo scorrere del tempo e che impedisce agli oggetti di perdersi nello spazio infinito. Questo il concetto racchiuso fra le note di “Gravity”, un disco ispirato da un’approfondita lettura dei libri di Carlo Rovelli e dai suoi studi sul tempo e la gravità. Vibrazioni sonore in grado di sollecitare tutti sensi del corpo e dell’animo umano. <<Il disco>>, afferma Boccia, <<E’ stato realizzato con il prezioso contributo di Marino e Gianlivio che, in un anno di preparazione, hanno tirato fuori capacità, passione e quella componente creativa determinante per la realizzazione di questa nostra nuova musica>>.

Così, la gravità si fa musica con il Marco Boccia Trio conducendo l’ascoltatore, durante il suo viaggio sonoro, a percepire tanto il calore umano (“Human Warmth”) quanto la profondità del mare (“Deep Sea”), ma anche le sensazioni di un dolce risveglio mattutino dinnanzi al volto di una persona amata (“Monkey Morning Mood” e “Wake Up Sweet Love”).

 

 

Track List

 

Human Warmth (7:18)

90-18 (3:40)

Deep Sea (6:17)

Gravity (6:06)

Blind Faith (4:11)

I Don’t Forget This (3:37)

Monkey Morning Mood (5:14)

Wake Up Sweet Love (5:37)

 

 

BIOGRAFIE MUSICISTI

 

Marco Boccia (contrabbasso)

Diplomato in contrabbasso presso il Conservatorio “N.Piccinni” di Bari, Marco Boccia, in oltre 30 anni di attività, ha operato in diversi ambiti musicali. Ha iniziato nei gruppi rock e blues a metà degli anni ’80, poi la musica da camera negli anni di conservatorio e, successivamente, le orchestre nazionali e della Provincia di Bari e Lecce collaborando con artisti del calibro di Muti, Ughi, Urbini, Veronesi ed altri. Gli studi al CPM di Siena gli hanno permesso di approfondire i linguaggi improvvisativi del jazz sotto la guida di musicisti quali: Paolino Dalla Porta, Furio di Castri, Pietro Leveratto e altri importanti esponenti del jazz italiano ed internazionale che gli hanno consentito di dividere il palco con musicisti quali Franco Cerri, Tiziana Ghiglioni ed altri. Ha inciso diversi dischi e pubblicato per la Florestano edizioni un saggio dal titolo: “Il Basso, teoria e prassi” ed un secondo dal titolo “Il Basso, permutazioni e progressioni”. Oggi collabora con diversi musicisti e gruppi affrontando il repertorio afro-americano con particolare attenzione a progetti inediti sia come autore che come collaboratore. Molto proficua la collaborazione con il pianista Vito Liturri con il quale ha pubblicato due dischi usciti per l’etichetta salentina Dodicilune e co-fondato la compagnia teatrale chiamata “Compagnia Teatro Prisma” in qualità di musicista di scena nonché arrangiatore e compositore insieme all’autore-regista Giovanni Gentile con i quali ha prodotto già diversi spettacoli che portano in scena nei teatri italiani e suscitando consensi di pubblico e critica. Nel febbraio 2017 la pubblicazione del primo disco a suo nome, un piano trio che vede la partecipazione di Marino Cordasco al piano e Gianlivio Liberti alla batteria dal titolo “In The Park” per l’etichetta romana AlfaMusic selezionato, nello stesso anno dal Medimex come proposta jazz pugliese. Nel 2019 pubblica, con la stessa formazione Gravity per l’etichetta Eskape Music di Kekko Fornarelli vincendo il bando Puglia Sound Records 2019 e presentandolo in prima assoluta al Jazzit fest di Pompei. Il debutto ad ottobre 2019 a Catania Jazz. Intensa l’attività didattica in diverse scuole di Bari e della provincia dove insegna basso e contrabbasso.

 

 

Marino Cordasco (piano)

Dopo un’infanzia dedicata a studi musicali informali come tastierista di Pop Music, si dedica alla Musica Jazz studiando con musicisti del calibro di Gianni Lenoci (col quale si diploma col massimo dei voti e la lode presso il conservatorio di Monopoli), Joelle Leandre, Steve Potts, Kent Carter, William Parker, John Tchicai, Javier Girotto, Greg Burk, Keith Tippett e perfezionandosi presso i seminari di Siena Jazz con John Taylor, Stefano Battaglia, Roberto Gatto, Joel Frahm, Jason Lindner, Furio Di Castri, Franco D’Andrea. Nel contempo si dedica intensamente allo studio del pianoforte classico sotto la guida del M°Stefania Santangelo. Consegue risultati di prestigio partecipando a concorsi di livello internazionale come “Martial Solal Piano Competition” a Parigi, “Premio Massimo Urbani” ed esibendosi in festival come “Umbria Jazz” (con il Mike Rubini Extensive Quartet) “Bari in Jazz” e “JazzIt Festival”. Lo stile musicale del pianista sintetizza diverse esperienze: dal Jazz mainstream alla musica classica, dalla free music ai classici della pop music, in una ricerca originale che rivela grande immaginazione, profondità emotiva e padronanza tecnica assoluta dello strumento.

 

Gianlivio Liberti (batteria)

Incontra la musica all’età di nove anni, frequentando per tre anni corsi di pianoforte classico con il M° Civera. All’età di 12 anni passa alla batteria, strumento che non abbandonerà più. Professionista dal 1995, ha modo di collaborare dapprima in numerose rock band per le quali realizza anche incisioni su supporti in vinile, poi passa al jazz studiando per un decennio batteria ed improvvisazione con il M° Benny Forestiere (conservatorio N. Piccini di Bari). Negli anni ha modo di formarsi anche con batteristi di primo ordine quali Elvin Jones, Jeff ‘Tain’ Watts, Gene Jackson, Bobby Duhram, Billy Drummond, Roberto Gatto, Massimo Manzi, Ettore Fioravanti. Consegue il diploma di alta qualificazione professionale per musicisti jazz da Siena Jazz. Risulta finalista di alcuni prestigiosi concorsi nazionali. Si stabilisce per brevi periodi in Francia a Parigi ed in Serbia a Belgrado, dove ha modo di confrontarsi anche con stilemi jazzistici fortemente influenzati dal free jazz (come nel primo caso) e da sonorità balcaniche (nel secondo caso). Ha tenuto concerti negli Stati Uniti (tra cui 7 repliche al “Jazz at Lincoln Center” di New York), in Francia, Polonia, Belgio, Olanda, Turchia, Albania, ex Jugoslavia e nei principali festivals in tutta Italia, tra cui si ricordano 3 edizioni dell’Umbria Jazz, Bari in Jazz, Mi.To. Settembre Musica, due edizioni del Locus Festival, Roccella Jazz, Roma Jazz, ecc. Nel referendum “top jazz 2011” della rivista Musica Jazz viene nominato dalla critica specializzata tra i migliori batteristi dell’anno. Ad oggi ha registrato una ventina di album, di cui quattro da leader o co-leader.

 

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