Invisible through #Bach: al LAC un’architettura di lastre di alluminio reinterpreta la musica del passato

Martedì 19 marzo 2019, alle ore 19.00, il Teatrostudio del LAC di Lugano verrà trasformato in uno speciale sistema analogico-digitale, uno spazio immersivo composto da lastre di alluminio riso- nanti e riflettenti, in cui il pubblico potrà vivere un’esperienza ad alto contenuto percettivo. L’occasione è quella del quarto appuntamento degli EarlyNightModern promossi da LuagnoMusica e OGGIMUSICA, una serie di sei concerti che rilegge e trasporta al centro del presente i grandi au- tori della storia della musica. In quest’occasione è stato Johann Sebastian Bach ad ispirare il rework dal titolo “invisible through #Bach”, ideato e creato da Alberto Barberis, giovane composi- tore, artista digitale, programmatore e musicista elettronico, vincitore della Werkjahr 2017 della fondazione Christoph Delz, attualmente docente di musica elettronica presso il Conservatorio del- la Svizzera Italiana. Insieme al violoncellista Giacomo Cardelli e al visual artist Rajan Craveri, Bar- beris darà vita ad un‘esperienza audio-visiva totalizzante, per soli 60 spettatori. Questo grazie al- l’utilizzo di strumenti DIY costruiti a partire da lastre di alluminio industriali, messe in vibrazione e in movimento da appositi motori e dispositivi elettronici, che accerchieranno il pubblico, sosti- tuendosi completamente sia agli strumenti tradizionali (come il violoncello, che è presente ma fuo- ri dalla sala) sia ai comuni altoparlanti ad alta fedeltà usati nei concerti di musica elettronica. Per Barberis, le lastre e la tecnologia analogica e digitale che le governa, diventano il solo strumento comunicativo, l’unico medium tanto per produrre e modellare il suono (acustico, sintetico, mec- canico), che per accedere ai gesti umani del violoncellista, di cui ne rimane la sola immagine tra- sfigurata sulle superfici riflettenti delle lastre. Il risultato è un’opera plurima eppure coesa, vaga- mente distopica, a tratti rituale, in cui il pre-testo della Suite BWV 1007 di Bach, «letteralmente tele-trasportato ma evocativo della memoria di un’umanità nuda», sposa l’artificio e dialoga col mondo sonoro della macchina e dei codici informatici «alla ricerca di una personale musicalità del presente».

Alberto Barberis (www.albertobarberis.it) è attivo come compositore, performer elettroacustico, sound artist, regista del suono e programmatore. Ottenuti il diploma e il biennio in chitarra classica (Conservatori di Torino e Brescia), studia composizione, laurandosi al Master of Arts in Composition and Theory (Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano), e ingegneria (Politecnico di Torino), stimolato dall’interesse per la musica elettronica e la computer music. Vincitore della Werkjahr 2017 (fondazione Christoph Delz), è attualmente assistente del Direttore Artistco di high-SCORE Festival, è parte del collettivo ed etichetta Floating Forest, è membro dell’associazione OGGIMUSICA, ed è docente di musica elettronica presso il Conservatorio della Svizzera Italiana. Nelle sue creazioni combina gli strumenti acustici, l’elettronica, l’arte digitale e la programmazione con una personale tensione biologica.

Giacomo Cardelli, si è diplomato in violoncello presso il Conservatorio di Rovigo e ha ottenuto il Diploma in Master of Arts in Music Performance presso il Conservatorio della Svizzera Italiana sotto la guida del M° Enrico Dindo. È vincitore di una delle Borse di studio d’Eccellenza della Confederazione Svizzera ESKAS. È vincitore del 1° premio assoluto in diversi Concorsi Nazionali e Internazionali – Concorso L. Agostini (2007), Premio Crescendo (2011), Concorso Città di Riccione (2012 e 2013), Premio Salieri (2012). Da anni svolge un’intensa attività concertistica come solista o in formazione cameristica in Italia e all’estero. Collabora stabilmente con orchestre italiane quali l’Orchestra Filarmonica di Torino, il Colibrì Enslembe di Pescara e l’Orchestra del Teatro Regio di Torino.

Rajan Craveri, docente e artista nell‘ambito della visual art, specializzato nei sistemi interattivi per l‘arte, lavora nel campo delle installazioni multimediali dal 2006, anno in cui fonda Micron (www.spaziomicron.it) insieme a Serena Zanconato. Con Micron ha prodotto e realizzato numerose performance e spettacoli di danza interattiva, ha collaborato con diversi artisti nazionali ed interna- zionali e con musei e gallerie di grande rilievo.

 

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