“Sono uno dei più grandi interpreti viventi dell’arte di raccontarsi bugie, facendole sembrare non solo vere ma anche sincere.”

Inizia così Bari calling, il racconto biografico di Pierluigi De Palma. Avvocato, suo malgrado, De Palma appartiene a quella generazione che ha avuto vent’anni negli anni Ottanta, una generazione fuori tempo massimo rispetto a tutte le grandi cose della storia. Con due eccezioni: i concerti di Springsteen e le partite di Totti.

Nel giorno dell’addio al calcio di Totti, davanti alle lacrime del Capitano e del suo popolo di reduci, va in scena il dissacrante bilancio esistenziale di un cinquantenne assalito dal dubbio che tutte le scelte cruciali della sua vita sono avvenute ‘suo malgrado’. E ‘suo malgrado’ sono state tutte vincenti.

La capacità di adattarsi alla vita accidentalmente capitata sembra essere la cifra della generazione che ha avuto vent’anni negli anni Ottanta. Una generazione fuori tempo massimo rispetto a tutte le grandi cose della storia.

«Nel ʼ68 avevo 4 anni, 5 quando andammo sulla luna, 6 la notte di Italia-Germania; 10 quando ci fu il referendum sul divorzio. Avevo sempre 10 anni quando ci fu l’Austerity e la domenica si andava a piedi; ne avevo ancora meno quando a Bari ci fu il colera e nessuno dei grandi mangiò più le cozze crude. Nel ʼ77, nel periodo dei movimenti studenteschi, avevo 12 anni. Non ero nato quando Elvis andò per la prima volta in Tv, non ero nato quando ammazzarono Kennedy; avevo 4 anni quando Tommy Smith alzò il pugno guantato di nero. Ne avevo solamente 2, forse meno, quando Bob Dylan scrisse Like a Rolling Stone. Tutte cose che mi sono perso e che avrei voluto vivere da adulto. E invece non c’ero. Mi riconosco il solo merito di aver visto tutte le partite di Totti e aver urlato in tutti gli stadi del mondo con Bruce Springsteen».

Questo dice di sé il protagonista, un avvocato nato a Bari, ma trapiantato a Roma, che Bari col passare del tempo richiama a sé. Perché «ineccepibile era il fatto che io a Bari stavo benissimo, ero proprio felice».

Pierluigi De Palma è nato a Bari e vive a Roma. Avvocato esperto di copyright in campo musicale, ha fatto il critico rock per “Il Mattino” di Napoli e per molte riviste italiane. All’età di dodici anni Bob Dylan lo ha strappato alle tenebre della hit parade dell’epoca. Aveva invece meno di 18 anni quando ha ascoltato per la prima volta Thunder Road di Bruce Springsteen e non si è ancora completamente ripreso da quell’emozione. Ha un amore sconsiderato per la sua città natale – Bari –, spiegazione unica di ogni accadimento dell’universo, luogo unico dove è stato veramente felice e città unica al mondo che ha la squadra di calcio con la declinazione al maschile e al femminile: il Bari e la Bari. Con Leonardo Colombati e Fabrizio Lucherini, è autore e interprete dello spettacolo teatrale A Day in the life. Questo è il suo primo libro.

PIERLUIGI DE PALMA

BARI CALLING

DAL 28 MAGGIO IN LIBRERIA

Il racconto biografico di un cinquantenne con Bari nel cuore che ha avuto vent’anni negli anni Ottanta:

fuori tempo massimo rispetto a tutte le grandi cose della storia, tranne i concerti di Springsteen e le partite di Totti.

Layout 1Pierluigi De Palma
Bari calling

ISBN: 9788858140581
Prezzo: € 14,00
Collana: Contromano
In libreria: 28 maggio 2020
Pagine: 168

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