Un pianoforte solo, poco più di un minuto e un’atmosfera sospesa: con “Regretting You”, Giambattista Fedrici  traduce in musica quella sensazione di stallo e disorientamento che accompagna il vivere contemporaneo.

Ci sono momenti in cui la musica sembra non voler arrivare da nessuna parte. Rimane sospesa, indugia, torna sui propri passi senza trovare una vera direzione. È proprio in questo spazio indefinito che si colloca “Regretting You”, il nuovo singolo di Giambattista Fedrici, (pubblicato per l’etichetta discografica INFINITY RECORDS) breve composizione neoclassica per pianoforte solo che sceglie la sottrazione come principale forma espressiva. Poco più di un minuto è sufficiente per costruire un paesaggio emotivo malinconico e introspettivo, ma anche profondamente desolante e apatico. Il pianoforte procede attraverso un motivo ampio e ricorrente, intervallato da lunghe pause che sembrano interrompere continuamente il flusso del pensiero. Non c’è una vera tensione verso una risoluzione: il brano appare quasi immobile, come se fosse intrappolato nella propria dimensione.

Ed è proprio questa apparente immobilità a rappresentare il cuore di “Regretting You”. Il brano nasce infatti dall’idea di raccontare uno stato d’animo sempre più familiare nella quotidianità contemporanea: quello di chi si trova immerso in un’esistenza frenetica, frammentata, costantemente attraversata da stimoli e avvenimenti che sembrano susseguirsi senza un filo logico evidente.

In questo contesto, il pianoforte diventa una sorta di spazio mentale. Le note arrivano, si fermano, ritornano. Le pause acquistano quasi lo stesso peso dei suoni e contribuiscono a creare una sensazione di sospensione, come se il tempo avesse momentaneamente smesso di scorrere.

“Regretting You” non cerca quindi di raccontare una storia attraverso una struttura narrativa tradizionale come nel precedente album “Piano Stories”, piuttosto, prova a “fotografare” una condizione emotiva: quella sensazione di essere fermi mentre tutto intorno continua a muoversi velocemente.

La scelta di affidarsi esclusivamente al pianoforte accentua ulteriormente questa dimensione. Senza altri strumenti a sostenere o amplificare l’atmosfera, ogni nota rimane esposta e ogni silenzio diventa parte integrante della composizione. Ne emerge un ascolto intimo e minimale, nel quale la brevità non rappresenta un limite, ma contribuisce alla sensazione di un pensiero lasciato volutamente in sospeso.

Con “Regretting You”, Giambattista Fedrici porta così in musica una delle contraddizioni del presente: vivere costantemente in movimento e, allo stesso tempo, sentirsi incapaci di andare davvero da qualche parte.

 

https://linktr.ee/fedrici

Il sito ufficiale dell’artista