I Giacinto Saulo Project nascono dalla volontà di Giancosimo Russo, musicologo e compositore col nome d’arte di Giacinto Saulo, nato a Rossano Calabro nel 1982.

Laureato in Musicologia a Cremona, diplomato in composizione a Milano, da musicologo si è occupato soprattutto di Francesco  Cilea con pubblicazioni di rilievo, autore che continua a studiare come dottorando presso l’Università di Berna.

Come compositore ha ricevuto premi in concorsi internazionali, come il Respighi Prize Competition of New York  e il Premio OSSCA.

Appassionato anche di poesia, si propone altresì come autore di testi.

Nella realizzazione del suo progetto musicale ha chiamato  a raccolta intorno a sé musicisti di indubbio valore artistico:  il soprano Irene Petitto,
con rare qualità vocali polistilistiche, già interprete di ruoli mozartiani e vocalist dei gruppi Pink Floyd Machine e In Tormentata Quietela pianista Alessandra Giunti, pluripremiata in numerosi concorsi internazionali e già vincitrice del prestigioso Premio VeneziaEster Vianello, violoncellista dal timbro caldo e morbido, già membro del gruppo Venice Cello Ensembre e dell’Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala; ed infine Nicola D’Adamo, batterista camaleontico, capace d’inserirsi in molteplici contesti musicali grazie ai suoi solidi studi accademici uniti ad una variegata esperienza sul campo.

La loro fusione, sotto la direzione di Giacinto Saulo, crea un timbro insolito, colto e popular al contempo, che ben rispecchia l’intento artistico dell’autore.

“SCHEGGE”

All’ interno della dialettica fra idea e scrittura, che caratterizza l’evoluzione della musica colta occidentale, è possibile lo sconfinamento fra genere colto e genere popular?

Da una risposta affermativa nasce il Giacinto Saulo Project con cui il compositore tenta di risanare l’annosa lacerazione esistente fra questi due diversi mondi, usando come collante continuo il rapporto dialettico idea-scrittura tecnicamente diversificato in relazione alle diverse forme musicali affrontate.

L’album “SCHEGGE” è innanzitutto un percorso d’ascolto che, attraverso quattro canzoni, un brano strumentale, tre liriche e una sonata per pianoforte, percorre il tema della solitudine vista sotto vari aspetti.

Solitudine fisica, mentale, emotiva, esistenziale, ontologica: uomini come frammenti di divinità, che come tali aspirano al tutto senza poterlo mai raggiungere, schegge” sofferenti di un doloroso remoto distacco.

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