C’è una qualità rara, quasi preziosa, nella musica di chi non ha fretta di dimostrare nulla.
Daniele Montagner, flautista e compositore, con il suo Ensemble Voyagers, ci offre due brevi pezzi nati proprio da questa rarità: non vogliono conquistare, non cercano di impressionare. Preferiscono restare aperti, leggeri, e lasciare all’ascoltatore lo spazio di entrarci dentro.
Il nuovo singolo raccoglie due composizioni originali che l’autore stesso definisce “flash musicali”: piccole forme autoportanti, di libera creatività.
Danza Gioviale: il piacere del movimento condiviso
Danza Gioviale è affidata a un quartetto di fiati — flauto, oboe, clarinetto e fagotto — e porta nel titolo tutta la sua intenzione. È musica che si muove con naturalezza ritmica, luminosa senza essere banale, allegra senza risultare superficiale.
L’organico a soli legni favorisce un dialogo agile, quasi cameristico in senso classico, dove le linee si inseguono, si rispondono e si intersecano con eleganza. Si percepisce il piacere del suono condiviso, quella gioia collettiva che nasce quando quattro strumenti respirano insieme. Non è una ricostruzione storica di una danza antica, ma piuttosto un’eco contemporanea di quello spirito: il corpo che si muove, il respiro che si fa ritmo, la leggerezza che non rinuncia alla precisione.
Aphros: la “spuma” del suono
Aphros, invece, allarga lo sguardo. Al quartetto di fiati si aggiungono flauto contralto, sax soprano e pianoforte. Il titolo — dal greco “spuma” — richiama immediatamente l’origine mitologica di Afrodite, nata dalla spuma del mare.
Qui l’atmosfera cambia. L’armonia diventa più verticale, i colori si fanno più sfumati, il discorso più sospeso. Se Danza Gioviale cammina sulla terra, Aphros sembra fluttuare sull’acqua in una risacca ondosa di suoni. Non c’è urgenza di risolvere, non c’è bisogno di arrivare da qualche parte. C’è piuttosto un lasciarsi attraversare dal suono, come si lascia passare la schiuma delle onde tra le dita.
Un linguaggio di confine.
Daniele Montagner lavora da anni in un territorio di confine. Diplomato in flauto al Conservatorio di Torino, formatosi anche nella direzione e nel jazz, ha sempre cercato di tenere insieme radici diverse: il linguaggio classico, le suggestioni medievali, le aperture etniche e contemporanee.
L’Ensemble Voyagers, fondato nel 2017, è lo strumento di questa ricerca: un ensemble “aperto” che non si chiude in un’estetica unica, ma preferisce il dialogo tra epoche e culture. In questi due pezzi la ricerca non grida, non si esibisce. Si fa discreta, quasi intima.
Un invito gentile
C’è qualcosa di profondamente empatico in questa scelta. In un’epoca in cui la musica spesso deve dichiarare subito la propria identità, Montagner preferisce offrire due piccole finestre. Non chiede all’ascoltatore di capire tutto, né di schierarsi. Gli chiede solo di restare un momento in ascolto, di lasciarsi raggiungere da un colore, da un ritmo, da un silenzio.
È un invito gentile, e proprio per questo efficace.
Il singolo Danza Gioviale Aphros è distribuito da iMusician Digital ed è disponibile sulle principali piattaforme digitali.

Daniele Montagner

Ensemble Voyagers