Il pianista e compositore Giambattista Fedrici porta in Italia un nuovo modo di vivere la musica: concerti immersivi all’alba in laghi, castelli, boschi, parchi e luoghi fuori dal tempo.

Non sarà semplicemente un concerto. Sarà un viaggio.

Quando il cielo è ancora avvolto dall’ultimo velo di oscurità della notte, il pubblico raggiunge lentamente il luogo dell’evento.

Una riva di lago.

Un castello antico.

Un parco immerso nel verde.

Una radura nel bosco.

Un luogo normalmente lontano dai palcoscenici e dalla frenesia della vita quotidiana.

Poi arriva il silenzio.

E, poco prima che il sole sorga, una prima nota di pianoforte rompe delicatamente l’immobilità del paesaggio.

È da questo momento che prende forma DAWN CONCERTS TOUR , il nuovo progetto di GIAMBATTISTA FEDRICI, pianista e compositore italiano, che porta in scena un’idea di concerto profondamente diversa da quella tradizionale.

Un percorso attraverso l’Italia fatto di musica neoclassica, natura, luce, silenzio e ascolto, nel quale ogni appuntamento diventa un’esperienza irripetibile.

Non un semplice concerto di pianoforte all’aperto.

Qualcosa di più intimo.

Qualcosa che invita a fermarsi, ascoltare e ritrovare una connessione con ciò che ci circonda.


GIAMBATTISTA FEDRICI: quando il pianoforte diventa uno strumento di connessione

La musica di GIAMBATTISTA FEDRICI nasce dall’incontro tra pianoforte, minimalismo, neoclassica e ricerca sonora.

Melodie essenziali, armonie sospese e ripetizioni ipnotiche costruiscono paesaggi sonori nei quali il confine tra musica e ambiente tende progressivamente a scomparire.

L’ispirazione guarda alla grande tradizione del pianoforte contemporaneo, da quella neoclassica alle nuove forme di musica ambient e cinematica, ma la porta in una dimensione completamente diversa: fuori dalla sala da concerto e dentro il paesaggio.

È una scelta che trova importanti precedenti nella musica contemporanea.

Negli ultimi anni anche Ludovico Einaudi ha sviluppato concerti nei quali parchi, riserve naturali, laghi, valli e altri scenari naturali diventano parte integrante dell’esperienza musicale. Il suo progetto nella natura è stato descritto proprio come un invito a fondere musica e paesaggio.

Ma il progetto di GIAMBATTISTA FEDRICI parte da questa intuizione per spingersi ancora oltre.

L’obiettivo non è semplicemente portare la musica nella natura.

È creare le condizioni perché la persona possa entrare in ascolto di sé attraverso la musica e il mondo naturale.


Il concerto all’alba come rito contemporaneo

Perché proprio l’alba?

Perché l’alba rappresenta un passaggio.

La notte lascia spazio alla luce.

Il silenzio viene attraversato dai primi suoni del giorno.

Il paesaggio cambia davanti agli occhi.

E anche chi ascolta si trova, per qualche momento, in una sorta di spazio sospeso.

Lontano dal telefono.

Lontano dagli impegni.

Lontano dalla velocità.

Lontano dal rumore.

È in questo spazio che nasce l’idea di concerto come rito contemporaneo.

Non un rito religioso, ma un momento collettivo di presenza.

Un’occasione per rallentare.

Respirare.

Ascoltare.

E lasciare che la musica diventi un ponte tra il proprio mondo interiore e quello esterno.


Musica e natura: quando il paesaggio diventa parte della composizione

In questi eventi il luogo non è una semplice scenografia.

È uno degli strumenti del concerto.

Il vento.

L’acqua.

Il canto degli uccelli.

Il rumore delle foglie.

La luce che cambia.

Il silenzio.

Tutto può entrare nell’esperienza d’ascolto.

Una nota suonata davanti a un lago non è la stessa nota ascoltata all’interno di un teatro.

Una melodia eseguita in un bosco, mentre il giorno nasce tra gli alberi, acquista una dimensione diversa.

E una composizione suonata all’interno delle mura di un castello dialoga con la storia, la pietra e il tempo.

Per questo ogni appuntamento del tour sarà necessariamente diverso dagli altri.

La musica può essere la stessa. Il luogo non lo sarà mai.

E nemmeno l’alba.


432 Hz e la ricerca di un ascolto più naturale

Al centro della ricerca musicale di GIAMBATTISTA FEDRICI c’è anche l’attenzione verso il rapporto tra frequenza, accordatura e percezione del suono.

Alcuni appuntamenti del progetto possono essere concepiti attorno all’accordatura a 432 Hz, una scelta che negli ultimi anni è entrata anche nel linguaggio della musica meditativa, ambient e del benessere sonoro.

Nel progetto di GIAMBATTISTA FEDRICI, tuttavia, il 432 Hz non viene presentato come una formula miracolosa né come una presunta “frequenza terapeutica”.

È soprattutto una scelta estetica e musicale, parte della ricerca di un suono percepito come morbido, organico e intimamente legato all’atmosfera dell’esperienza.

L’idea è quella di creare un ambiente sonoro nel quale il pianoforte non domini il paesaggio, ma vi si inserisca.

Come se le note potessero dialogare con ciò che già esiste.

L’acqua.

L’aria.

La terra.

Il respiro.

Il silenzio.

E con la presenza stessa delle persone che ascoltano.


Le frequenze della musica incontrano quelle del paesaggio

È proprio qui che il progetto assume una dimensione che va oltre il semplice concetto di “concerto immersivo”.

La parola immersivo, ormai utilizzata per descrivere moltissime esperienze, rischia infatti di non raccontare completamente ciò che GIAMBATTISTA FEDRICI vuole creare.

Non si tratta soltanto di essere circondati dalla musica.

Si tratta di sentirsi parte di un ambiente.

Il pianoforte diventa il punto di incontro tra ciò che accade dentro e ciò che accade fuori.

Una nota.

Un respiro.

Il vento.

Una vibrazione nell’acqua.

La luce dell’alba.

Il battito interiore di chi ascolta.

Elementi diversi che, per la durata del concerto, possono sembrare appartenere allo stesso spazio percettivo.

Non è necessario attribuire alla musica proprietà terapeutiche per comprenderne il potere emotivo.

La musica modifica il modo in cui percepiamo il tempo.

La natura modifica il modo in cui percepiamo lo spazio.

L’alba modifica il modo in cui percepiamo il momento.

GIAMBATTISTA FEDRICI mette questi tre elementi insieme.

Ed è da questa relazione che nasce l’esperienza.


Un viaggio dentro e fuori di noi

Il tour attraverserà alcuni dei paesaggi più suggestivi d’Italia.

Ogni tappa sarà pensata come una destinazione, ma anche come una tappa di un percorso interiore.

Il lago

L’acqua diventa una superficie di riflessione.

Il pianoforte dialoga con il silenzio e con il movimento quasi impercettibile della superficie.

Il castello

La musica contemporanea incontra la memoria.

Le pietre, le mura e la storia del luogo diventano parte dell’atmosfera sonora.

Il parco

Il pubblico si siede nel verde mentre il giorno prende lentamente forma.

La musica non separa l’ascoltatore dalla natura: lo invita a prestarle maggiore attenzione.

Il bosco

È forse la dimensione più intima.

Qui il concerto può diventare quasi un’esperienza di ascolto meditativo, nella quale le note del pianoforte si mescolano ai suoni naturali.

La montagna

Lo spazio si apre.

Il suono incontra il vento, la distanza, il silenzio e la vastità del paesaggio.


Non assistere a un concerto. Attraversarlo.

È questa forse la frase che meglio descrive il progetto di GIAMBATTISTA FEDRICI.

Perché tutto comincia prima della prima nota.

Comincia nel momento in cui si decide di uscire di casa quando è ancora buio.

Continua durante il percorso verso la location.

Prosegue nel silenzio che precede l’inizio.

Poi arriva la musica.

E insieme alla musica arriva la luce.

Il sole sorge.

Il paesaggio cambia.

Il concerto cambia.

E, inevitabilmente, cambia anche il modo in cui lo si ascolta.

Perché non si è più semplicemente seduti davanti a un pianoforte.

Si è dentro il paesaggio.


Un’esperienza per ritrovare il proprio tempo

Viviamo immersi in una quantità crescente di stimoli.

Notifiche.

Schermi.

Rumori.

Impegni.

Informazioni.

Velocità.

Il progetto di GIAMBATTISTA FEDRICI nasce anche come risposta a questa condizione.

Non promette di risolvere la complessità della vita quotidiana.

Propone qualcosa di molto più semplice.

Fermarsi.

Per un’ora.

Per una mattina.

Per il tempo necessario ad ascoltare un brano senza fare altro.

A guardare il sole sorgere.

A sentire il vento.

A percepire il proprio respiro.

A lasciare che una melodia attraversi uno spazio nel quale, normalmente, non esisterebbe nessun concerto.

In questo senso il tour diventa anche una ricerca di equilibrio.

Non un “evento di benessere” nel senso commerciale del termine.

Ma un’esperienza artistica capace di creare le condizioni per una maggiore attenzione verso se stessi e verso il mondo naturale.


L’Italia diventa il palcoscenico

Da nord a sud, il tour porterà il pianoforte di GIAMBATTISTA FEDRICI in luoghi scelti non soltanto per la loro bellezza, ma per la loro capacità di raccontare qualcosa.

Un lago all’alba.

Un castello avvolto dalla nebbia del mattino.

Un bosco ancora immerso nel silenzio.

Un parco storico.

Una terrazza affacciata sulle montagne.

Una costa illuminata dalle prime luci.

Una dimora storica.

Ogni location diventa una parte della composizione complessiva del tour.

Una sorta di geografia emotiva dell’Italia.

La musica è il filo conduttore.

Il paesaggio è il secondo protagonista.

Il pubblico è il terzo.


Un nuovo modo di vivere il concerto

Il progetto di GIAMBATTISTA FEDRICI nasce da una domanda semplice:

Cosa succede quando smettiamo di considerare la musica qualcosa da ascoltare e iniziamo a considerarla qualcosa da vivere?

La risposta non è un nuovo genere musicale.

È una nuova modalità di relazione con la musica.

Un pianoforte può essere ascoltato in un teatro.

Ma può anche essere ascoltato mentre il sole nasce dietro una montagna.

Una melodia può essere ascoltata attraverso le cuffie.

Oppure può propagarsi sull’acqua di un lago all’alba.

La differenza non è soltanto acustica.

È emotiva.

È percettiva.

È umana.

Ed è proprio su questa differenza che GIAMBATTISTA FEDRICI  costruisce il proprio nuovo tour.


GIAMBATTISTA FEDRICI, il tour che trasforma l’alba in musica

DAWN CONCERTS TOUR  non vuole essere semplicemente una serie di concerti in location suggestive.

Vuole essere un percorso.

Un viaggio attraverso la musica e la natura.

Un invito a rallentare.

A riscoprire il silenzio.

A tornare a percepire il paesaggio.

A lasciare per qualche ora il rumore della quotidianità.

E forse, attraverso tutto questo, a ritrovare una parte di noi stessi.

Perché quando le prime note del pianoforte incontrano la luce dell’alba, qualcosa cambia.

Non necessariamente fuori.

Ma forse dentro.

E in quel momento la musica smette di essere soltanto musica.

Diventa esperienza.

Diventa memoria.

Diventa presenza.

Diventa un viaggio.

Un viaggio che comincia con una nota, attraversa il paesaggio e termina — forse — in un luogo molto più profondo:

dentro di noi.

 

TOUR DATES (Ecco le prime confermate):

SEP. 4, 2026

Province Of Brescia, Italy

Dawn Concert

Cure, Italy

Dawn concert

Cremona, Italy

Dawn on the River
SEP. 10, 2026

Province Of Reggio Emilia, Italy

Dawn Concert
SEP. 11, 2026

Provincia Di Barletta-andria-trani, Italy

Dawn Concert
SEP. 12, 2026

Soncino, Italy

Dawn Concert

Date tour aggiornate

https://giambattistafedrici.com/events/