Una notte destinata a entrare nella storia della musica italiana. Con 250mila spettatori paganti arrivati da tutta Italia, Ultimo conquista il primato del più grande concerto a pagamento mai organizzato nel nostro Paese. Un risultato che supera il record stabilito da Vasco Rossi al Modena Park nel 2017, quando il rocker emiliano radunò 225.173 persone.
A fare da cornice all’evento è stata l’area di Tor Vergata, trasformata per una sera in una gigantesca arena a cielo aperto per “La favola per sempre”, il live che il cantautore romano sognava da anni.
Il sorpasso su Vasco Rossi
Con questo show, Niccolò Moriconi, in arte Ultimo, riscrive i numeri della musica live italiana. Dal palco ha salutato il suo pubblico con parole cariche di emozione:
“Roma, sei un capolavoro. Questo non è solo un concerto, questo è il giorno che aspettavo. Questa è la favola per sempre.”
Il sorpasso su Vasco Rossi non è passato inosservato. Il primo a congratularsi è stato proprio il Komandante, che sui social ha scritto:
“Kom…plimenti a Ultimo e alla città di Roma. Sono davvero felice per Niccolò. Ogni record è fatto per essere battuto. Largo ai giovani… è giusto così! Ti voglio bene, Niccolò.”
Un messaggio accolto con entusiasmo dai fan di entrambi gli artisti.
Numeri da capogiro: palco gigante e 90 milioni di indotto
L’evento è stato impressionante anche sotto il profilo organizzativo ed economico.
L’incasso dei biglietti ha sfiorato i 16 milioni di euro, mentre l’indotto complessivo per la Capitale è stimato intorno ai 90 milioni di euro, tra hotel, ristorazione, trasporti, commercio e servizi.
Per ospitare un pubblico così vasto è stato realizzato un palco monumentale: 140 metri di larghezza, 60 metri di altezza, 2.500 metri quadrati di schermi LED, una passerella a forma di infinito lunga 30 metri, 38 linee audio e 18 maxischermi distribuiti lungo tutta l’area per garantire visibilità anche agli spettatori più lontani.
A illuminare la notte la scritta “Beati gli ultimi perché saranno i primi”, diventata il simbolo della serata.
L’arrivo in elicottero e l’apertura con “Pianeti”
Ultimo ha fatto il suo ingresso nell’area del concerto a bordo di un elicottero, presentandosi come sempre con cappellino e canotta bianca.
L’emozione è stata evidente nei primi istanti sul palco, sciolta però dalle note di “Pianeti”, il brano scelto per aprire lo spettacolo. Un inchino al pubblico ha dato il via a una serata accompagnata da palloncini rossi, migliaia di telefoni accesi e immagini di fan emozionati proiettate sui maxischermi.
La scaletta tra i grandi successi e Sanremo
Il concerto ha ripercorso l’intera carriera dell’artista con brani come “Lunedì”, “Ovunque tu sia”, “Bella davvero”, “Rondini al guinzaglio”, “Romantica” e “La stella più fragile dell’universo”.
Spazio anche ai brani legati al Festival di Sanremo, un capitolo importante della sua storia artistica, con “Il ballo delle incertezze”, “Colpa delle favole” e “I tuoi particolari”.
Durante l’esecuzione di “Solo”, Ultimo ha ricordato il periodo della pandemia, raccontando come quel brano sia nato durante il lockdown e spiegando quanto alcune canzoni riportino inevitabilmente ai momenti in cui sono state scritte.
L’abbraccio con Fabrizio Moro
Uno dei momenti più intensi della serata è stato l’arrivo sul palco di Fabrizio Moro, tra i primi artisti ad aver creduto nel talento di Niccolò Moriconi.
I due, entrambi originari del quartiere romano di San Basilio, hanno emozionato il pubblico con “L’eternità (Il mio quartiere)”, seguita da altri brani come “Fateme cantà”, “Stasera” e “Poesia senza veli”.
Il gran finale con “Sogni appesi”
Per la chiusura Ultimo ha scelto alcuni dei suoi brani più amati: “Giusy”, “Piccola stella” e l’immancabile “Sogni appesi”, trasformata nell’inno di una serata che ha segnato il punto più alto della sua carriera.
Il titolo dell’ultimo album, “Il giorno che aspettavo”, è diventato la perfetta sintesi di una notte inseguita per anni e finalmente diventata realtà.
Le polemiche dopo il concerto
Accanto ai numeri da record non sono mancate le critiche. L’afflusso di centinaia di migliaia di persone ha creato forti disagi alla viabilità e ai trasporti nell’area di Tor Vergata, con lunghe attese per raggiungere il concerto e per rientrare in città al termine dello spettacolo.
Nonostante le polemiche sull’organizzazione e sulla gestione della mobilità, il bilancio resta storico: Ultimo entra ufficialmente nella storia della musica live italiana, superando il record di Vasco Rossi e firmando uno degli eventi musicali più imponenti mai realizzati nel nostro Paese.
