Milano, Sala Verdi del Conservatorio. Sold out, atmosfera frizzante, chiacchiere che si mescolano a colpi di tosse e qualche smartphone ribelle. Eppure, già prima che Cacciapaglia salga sul palco, qualcosa nell’aria ti avvisa: stai per entrare in un’altra dimensione sonora. Un rumore bianco, moderno e indefinito, riempie lo spazio, come un tappeto invisibile pronto a ricevere la magia.
Poi arriva lui. E tutto cambia.
Il rumore resta, ma l’attenzione prende il sopravvento. La sala non si spegne: si concentra.
La musica come ascensione universale.
Pianoforte al centro, elettronica che avvolge i lati, luci che respirano piano… così inizia Aural. Roberto Cacciapaglia costruisce il suo mondo pezzo dopo pezzo, senza interruzioni: un flusso continuo, una meditazione sonora che ti porta altrove.
Il suo stile è chiaro: l’equilibrio perfetto tra acustico ed elettronico, gesto umano e risonanza digitale. In questo live, il suono non è solo ascolto: diventa un luogo, un’esperienza temporanea in cui ci si perde per ritrovarsi.
Un’esperienza di anima musicale condivisa
Il Conservatorio non è solo un palco: è casa. Qui la memoria e la formazione diventano parte dello spettacolo. E i musicisti non sono comprimari: sono compagni di viaggio. Clarissa Marino al violoncello elettrico e Gianpiero Dionigi alle postazioni elettroniche tessono insieme a Cacciapaglia un ecosistema sonoro unico.
Poi arriva No More Violence, brano dimenticato da anni e oggi più attuale che mai. La musica non giudica, constata, riflette. Il pubblico ascolta, assorbe, diventa parte del messaggio.
E il momento più potente? L’invito a cantare insieme una nota: il La, quello del diapason. Imperfetto, umano, vibrante. In quel frammento, palco e platea smettono di esistere separati. Non è più concerto: è fisica, è vita.
Uscire da Aural
Quando le luci si accendono e si ritorna alla realtà, c’è una doppia sensazione: la bellezza di aver vissuto un concerto che ti accoglie come un luogo, e la consapevolezza che il mondo con i suoi “rumori” può entrare in un tempio del suono senza sconvolgerlo.
Aural non cancella la confusione del mondo. La attraversa, la trasforma e ti porta, anche solo per un’ora, un po’ più in alto.
Setlist di Roberto Cacciapaglia al Conservatorio di Milano – 29 aprile
Perfect Darkness
Stillness
Red Interlude
Lumina
Time To Ber
Atlantis
The Future
Sonanze II
Meteora
Actus
London Sleeps
Angel Falls
Moonrise
Endless Time
Nuvole di Luce
Oceano
No More Violence
Windl Side
Atlantico
