Denso fine settimana per il festival Dromos. Domani sera, venerdì 24, due appuntamenti in agenda: cinema, a Oristano, con il secondo film in visione per la consueta minirassegna promossa in collaborazione con il Centro Servizi Culturali UNLA nel suo Giardino in via Carpaccio (ingresso libero fino a esaurimento posti): alle 21 si proietta “Philomena”, di Stephen Frears, un intenso racconto basato su una storia vera che intreccia memoria, ricerca della verità e segreti custoditi per decenni; uscito nel 2013, il film segue un’anziana madre irlandese e un giornalista in viaggio negli Stati Uniti alla ricerca del figlio che le fu strappato quando era giovane e dato in adozione.

Sempre nella serata di domani (venerdì 24), terzo e ultimo impegno al festival Dromos per il polistrumentista, compositore e produttore statunitense Michael League: dopo il duo con la cantautrice Becca Stevens, mercoledì al Nuraghe Cuccurada nei pressi di Mogoro, e quello dell’indomani con il pianista inglese Bill Laurance alla Cantina Contini a Cabras, Michael League completa la sua “carta bianca” in un’altra pregiata azienda vitivinicola dell’Oristanese, la Cantina Silvio Carta di Baratili San Pietro. Ad affiancarlo, stavolta, saranno il batterista messicano Antonio Sánchez e il pianista israeliano Shai Maestro. Si comincia alle 20:30 con un aperitivo di benvenuto; posti limitati; i biglietti, a 20 euro (più prevendita), si possono acquistare sul sito dromosfestival.it.

Quattro volte vincitore di Grammy Awards, Antonio Sánchez è stato per diciotto anni uno dei collaboratori più apprezzati di Pat Metheny, con il quale ha inciso nove album e calcato i palcoscenici di tutto il mondo, oltre a collaborare con artisti come Chick Corea, Gary Burton e Charlie Haden. Vincitore di un Grammy nel 2014 per la colonna sonora di “Birdman”, il film premio Oscar di Alejandro González Iñárritu, il batterista messicano porta avanti una ricerca personale come bandleader e compositore, tra jazz, sperimentazione e impegno sui temi sociali. Pianista tra i più talentuosi della sua generazione, dopo gli esordi nel gruppo del contrabbassista Avishai Cohen, con cui ha collaborato per cinque anni, Shai Maestro ha intrapreso dal 2011 un percorso solista che l’ha portato a sviluppare una voce musicale originale, sospesa tra jazz, improvvisazione e suggestioni provenienti da culture diverse. Artista della prestigiosa etichetta ECM, con cui ha pubblicato gli ultimi lavori prodotti da Manfred Eicher, Shai Maestro unisce profondità melodica, energia e grande libertà espressiva. Il suo quartetto, protagonista di concerti intensi e in continua evoluzione, rappresenta oggi una delle realtà più interessanti del jazz contemporaneo.

Sabato e domenica “Isole d’altri mari” a Tadasuni
Completato il trittico di concerti di Michael League, il festival prosegue il suo cammino nel territorio dell’Oristanese per fare tappa, sabato 25 e domenica 26, a Tadasuni, dove ritorna per il terzo anno consecutivo “Isole d’altri mari”, la minirassegna che nel titolo allude a quella spinta ad andare oltre i confini — musicali ma non solo — che caratterizza da sempre Dromos. Quelle in programma nel piccolo borgo sulla sponda occidentale del lago Omodeo saranno due serate speculari, all’insegna della dialettica fra tradizione e innovazione, con una prima parte alle 19:30 in piazza Eleonora (con ingresso gratuito) dedicata a produzioni e musicisti sardi, e la seconda alle 22 al Parco Comunale con ospiti in arrivo “da altri mari” (ingresso a 20 euro più prevendita; abbonamento per le due serate a 34,50 euro).

Sabato 25 si apre dunque (alle 19:30) con “Sighida”, progetto nato lo scorso anno e fissato sulle tracce dell’omonimo album; il termine sardo sighida rimanda all’idea di continuità, di un filo che prosegue e si rinnova: un’immagine che ben descrive l’incontro tra Mauro Palmas, decano della scena musicale sarda, e Giacomo Vardeu, il giovane organettista di Orosei che si sta imponendo come uno dei talenti più promettenti della nuova generazione; liutista, compositore e ricercatore, il primo porta con sé un bagaglio di esperienze maturate in decenni di collaborazioni e progetti, mentre il ventenne Vardeu sorprende per la padronanza tecnica e la maturità interpretativa. Insieme intessono un dialogo musicale che attraversa tradizione e modernità, intrecciando melodie sarde, suggestioni mediterranee e aperture verso repertori europei. Ospite d’eccezione nel concerto a Tadasuni, un’altra icona della musica isolana tra memoria e futuro, tra radice e trasformazione, la cantante Elena Ledda, socia di Mauro Palmas in tante produzioni ed esperienze nell’arco di quattro decenni.

Nella seconda parte della serata di sabato riflettori puntati (dalle ore 22) al Parco Comunale su Tigran Hamasyan, il pianista e compositore armeno che si è imposto negli ultimi anni come una delle voci più riconoscibili della scena internazionale, coniugando virtuosismo, tensione ritmica e una visione compositiva fortemente identitaria. Cuore del concerto è “Manifeste”, progetto recente registrato tra il 2023 e il 2025 tra Yerevan, Atene, Mosca e Los Angeles, e pubblicato lo scorso febbraio: un album in cui Tigran Hamasyan – affiancato da partner abituali e nuovi contributi in formazioni diverse di brano in brano – fonde la sua caratteristica complessità ritmica e profondità spirituale con un paesaggio sonoro più cinematografico, dove le radici del folk armeno, l’intensità del rock progressivo e il misticismo corale si intrecciano: “Manifeste” riunisce l’umano, il digitale e il sacro — una dichiarazione di unità attraverso il suono, in cui la tecnologia moderna incontra risonanze antiche. Oltre a premi importanti e al plauso della critica, Tigran Hamasyan si è guadagnato un seguito fedele in tutto il mondo e l’ammirazione di colleghi del calibro di Herbie Hancock, Brad Mehldau e del compianto Chick Corea. Con lui sul palco, sabato a Tadasuni, Yessai Karapetian al piano e al synth, Marc Karapetian al basso e Arman Mnatsakanyan alla batteria.

Domenica, la seconda giornata di “Isole d’altri mari” si aprirà come la precedente in piazza Eleonora (ore 19:30) con due diversi set. Il primo vedrà di scena Nicola Agus, polistrumentista e virtuoso delle launeddas, lo strumento simbolo della tradizione sarda, che il musicista cagliaritano (classe 1982) ama portare oltre i confini consueti anche attraverso l’utilizzo dell’elettronica e intrecciando linguaggi musicali e sonorità provenienti da mondi lontani. Tenendo al centro del suo universo musicale le launeddas, studiate fin da giovane e approfondite parallelamente alla formazione in Composizione e Didattica al Conservatorio di Cagliari, Nicola Agus si è spinto negli anni a esplorare strumenti provenienti da tradizioni diverse: la gaita galiziana, il mezoued tunisino, la cornamusa scozzese l’hulusi cinese, il saz baglama turco, i flauti rumeni, l’armonica a bocca, dando vita a declinazioni sperimentali ricche di fascino ed emozione.

Protagonista del secondo set in piazza Eleonora, Carla Denule in trio con Samuele Desogus (voce e chitarra) e Simone Desogus (percussioni), porta invece in scena la forza della sua voce e un repertorio che intreccia musica popolare sarda, sonorità contemporanee e suggestioni world music, restituendo tutta la ricchezza culturale e linguistica dell’Isola. Cantante e interprete, Carla Denule dedica da oltre vent’anni la propria attività alla valorizzazione del patrimonio musicale, culturale e linguistico della Sardegna. Dopo gli esordi nella musica leggera, ha sviluppato un percorso artistico che coniuga tradizione e innovazione, distinguendosi per una voce versatile capace di spaziare dalla musica etnica alla world music, dal jazz alla musica sacra internazionale. I suoi progetti rileggono la tradizione musicale sarda con uno sguardo contemporaneo, mantenendo vivo il dialogo tra radici e nuove sonorità. Nel corso della sua carriera ha rappresentato la Sardegna in numerosi contesti nazionali e internazionali, dall’Argentina a Cuba, dalla Russia al Ghana, fino al Giappone, collaborando con artisti di rilievo e contribuendo alla diffusione della lingua e della cultura dell’Isola attraverso concerti, produzioni discografiche e iniziative culturali.

Da piazza Eleonora i riflettori si trasferiranno poi (ore 22) al Parco Comunale per l’ultimo atto di “Isole d’altri mari”, protagonista ancora un nome di maggior spicco nel cast del festival: Hamilton de Holanda, virtuoso assoluto del bandolim, la versione brasiliana del mandolino, che ha reinventato trasformandolo da strumento tradizionale in una voce universale. Prodigio fin da bambino, il cinquantenne musicista nativo di Rio de Janeiro oggi è uno dei più importanti improvvisatori e compositori brasiliani, capace di conquistare platee in tutto il mondo. Vincitore di Latin Grammy e Prêmio da Música Brasileira, nel corso della sua carriera Hamilton de Holanda ha collaborato con nomi del calibro di Wynton Marsalis, Milton Nascimento, Hermeto Pascoal, Chick Corea, Coldplay, Gonzalo Rubalcaba, Chucho Valdés, Chico Buarque tra gli altri, muovendosi con naturalezza tra choro, samba, jazz e linguaggi contemporanei, sempre mantenendo viva l’essenza brasiliana. Il suo trio di scena domenica a Tadasuni, con il pianista e tastierista Salomão Soares e il batterista Thiago “Big” Rabello, fonde jazz e musica strumentale brasiliana con uno stile originale, virtuoso e ricco di energia. Il repertorio alterna composizioni originali e riletture di grandi autori come Tom Jobim, Djavan e Chico Buarque, in un viaggio sonoro che coniuga lirismo, libertà improvvisativa e raffinatezza ritmica. Ospite di festival e sale da concerto in tutto il mondo, il trio porta sulla scena internazionale una visione contemporanea della grande tradizione musicale brasiliana, la stessa che il pubblico potrà apprezzare nell’ultimo atto di “Isole d’altri mari”.

Anticipazioni sul programma della prossima settimana
Chiusa questa intensa settimana, Dromos si prepara alla prossima che si annuncia non meno ricca di appuntamenti: da martedì (28 luglio) il festival pianta le tende per due serate – in riva al mare del Sinis, nell’area Archeologica di Tharros, dove sono attesi Carmen Consoli nell’unica tappa in Sardegna del suo tour, preceduta sul palco da Matteo Caccia con un progetto originale di narrazione dal vivo; mercoledì, invece, la scena sarà tutta per Stefano Bollani, in concerto per piano solo. Giovedì 30, Dromos ritorna nella “sua” Oristano per il concerto al Museo Diocesano Arborense di L’Antidote, progetto che riunisce tre musicisti di straordinaria personalità: il percussionista iraniano Bijan Chemirani, il pianista e compositore di origini libanesi Rami Khalifé, e il violoncellista e compositore albanese Redi Hasa. Entrambe le serate cominceranno alle 22, anziché alle 21 come inizialmente previsto: causa impraticabilità del sito di Tharros al crepuscolo, è stato infatti necessario spostare di un’ora l’inizio degli spettacoli.

Domenica 2 agosto (ore 22), Piazza Duomo accoglie invece Cory Henry con The Funk Apostles per quello che si annuncia come uno dei concerti più attesi e ad alta energia del festival (biglietti a 20 euro). Tastierista, organista, compositore e bandleader, Cory Henry è una delle figure più incisive della musica afroamericana attuale, capace di attraversare gospel, soul, funk, jazz e R&B con uno stile che unisce radici profonde e visione attuale.

Info
I biglietti per tutti i concerti in programma si possono acquistare attraverso il sito dromosfestival.it. Per informazioni la segreteria di Dromos risponde allo 0783310490, al numero whatsapp 3348022237 e all’indirizzo di posta elettronica info@dromosfestival.it. Notizie e aggiornamenti sono disponibili nel sito www.dromosfestival.it e nelle pagine Facebook e Instagram di Dromos.

La ventottesima edizione del festival Dromos è organizzata dall’omonima associazione culturale con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio, della Fondazione di Sardegna, della Fondazione Mont’e Prama, della Fondazione Parte Montis, con il sostegno delle Amministrazioni Comunali di Oristano, Cabras, Tadasuni, Neoneli, Mogoro, Masullas, Pompu, Nureci, Fordongianus e Milis, della Cantina Contini, della Cantina Silvio Carta e di Sa Marigosa, con il supporto di Arcidiocesi di Oristano, Pinacoteca Carlo Contini, Fondazione Oristano, Centro Servizi Culturali U.N.L.A. di Oristano, Museo Diocesano Arborense, Music Academy di Isili, Associazione Enti Locali per lo Spettacolo, Rai Radio 3, ViaggieMiraggi, Mariposas de Sardinia e Radio Popolare.
Website: www.dromosfestival.it
https://www.instagram.com/dromosfestival