Il 6 agosto, all’Archivio Mario Cervo di Olbia, si terrà il concerto di presentazione dell’Album VINTI ‘E MAJU, che vede insieme Paolo Angeli e il Tenore Murales de Orgosolo. È il primo appuntamento, sold out, che verrà seguito, il 19 agosto, dalla presentazione all’Arena Fenicia di Sant’Antioco, 19 Settembre a Palau e il 20 settembre a Orgosolo (Festival Isole che Parlano), con un importantissimo appuntamento il 17 Ottobre alla Fira Mediterranea di Manresasa (Catalunya).
Vinti ‘e Maju sta ottenendo importanti riconoscimenti dalla critica nazionale e internazionale. In Luglio ha raggiunto la quarta posizione della World Music Chart Europe e in Agosto è stato selezionato tra i Top of the World dalla rivista inglese Songlines.
I protagonisti di questo disco abbracciano la complessità, la diversità e la forza innovatrice di una tradizione musicale che, in questo caso, cerca il dialogo con altri linguaggi, aprendosi al confronto con la musica innovativa.
Da un lato troviamo la chitarra sarda preparata, strumento alieno che ha affascinato i critici musicali di Europa e oltre oceano, dall’altro il canto gutturale del Tenore Murales, espressione di una delle polivocalità più antiche del Mediterraneo, che trova similitudini a Tuva e nella Mongolia.
In VINTI ‘E MAJU l’incontro musicale avviene su piani diversi. La collaborazione tra il Tenore Murales de Orgosolo e Paolo Angeli ha il suo incipit nell’assimilazione della grammatica dei linguaggi tradizionali del Tenore e si estende alle pratiche chitarristiche e ai repertori della Gallura e del Logudoro. Il punto di vista è quello di un’isola nel cuore del Mediterraneo ma, ancor di più, quello di un’isola nell’Isola, Orgosolo, che genera un confronto testuale e dialettico con altre culture musicali, senza rinunciare in nessun momento alla sua specificità.
Il titolo VINTI ‘E MAJU, richiama al rientro in primavera dei pastori nelle terre comunitarie che, a Orgosolo, nel Maggio del 1969, incontrerà l’onda lunga del Maggio sessantottino.
L’esito è un viaggio festoso, meditativo, dirompente nella sua solennità e imprevedibile, che si affida a un flusso in cui affiorano Isterridas, ritmi e girate ‘a Ballu Hantau, Amutos, a sa Seria, Lestra, Vardeina, danze vertiginose scandite dal suono di Sa trunfa (lo scacciapensieri) e da su Sunetu a bucca (armonica a bocca). L’album ci trascina su terre inabitate, in cui il suono deflagra in pulsazioni frastagliate e acide, alla soglia del punk, per poi riposare su aree algide sperimentali, in cui le voci abbandonano la coralità e vivono nella forza evocativa individuale.
VINTI ‘E MAJU può essere compreso solo se si analizza la forza politica del messaggio espresso nei testi cantati: nei versi di Remundu Piras, Peppino Marotto, Peppe Sotgiu, Peppinu Mereu, Franco Fresi, Gigi Angeli, Maurizio Bassu, emerge un vero e proprio percorso a ritroso nella storia della Sardegna, ora tracciata, ora subita, tra il secolo scorso e oggi. Diversi i temi affrontati: identità, autodeterminazione, speculazione edilizia e energetica, anticolonialismo, antimilitarismo, emigrazione, religione, amore, educazione, rivendicando l’importanza che ha avuto a Orgosolo il Tenore come veicolo di idee di protesta, lotta e rivendicazione sociale e politica.
Il dialogo tra Paolo Angeli e il Tenore Murales, avviene ora sul terreno dell’improvvisazione, ora nella scrittura di partiture immaginarie, arricchite da interventi delicati di field recording e da registrazioni storiche delle prioresse di Orgosolo intente a recitare il Rosario (registrazioni dell’archivio Santa Cecilia). Tra i paesaggi sonori, che evocano un viaggio nel cuore della Sardegna, emergono pagine di memoria e bellezza come Sa Lota ‘e Pratobello (Peppino Marotto), componimento che ripercorre la lotta pacifica della comunità orgolese avvenuta nel giugno 1969 contro il poligono militare.
Accade raramente che avvenga un confronto dialettico così intenso tra  espressioni delle avanguardie, controculture urbane e la tradizione musicale barbaricina.  Sono stati diversi i musicisti dell’area sperimentale internazionale che hanno subito il fascino di quest’arte popolare – da Frank Zappa a Ornette Coleman, da Tom Zé al violoncellista Ernst Reijseger – e non mancano episodi visionari, come l’album registrato, nel 1977, da Marcello Melis con il Tenore Rubano di Orgosolo, tra i principali gruppi vocali a cercare un incontro con altre musiche.
Nell’album VINTI ‘E MAJU, dove non bastano le parole, si vive un viaggio inedito sospeso tra Sardegna, post rock e jazz d’avanguardia, che mostra ancora una volta la vitalità e la voglia di confronto tra i massimi esponenti della tradizione di Orgosolo e uno dei fari della musica sperimentale internazionale.
Al disco verrà dedicato un documentario a cura del regista Alberto Diana, che ripercorre lo straordinario incontro tra Paolo Angeli e il Tenore Murales.