Un’intervista Esclusiva alla Pianista e Compositrice Fiamma Velo.

Photo courtesy of Fiamma Velo

Photo courtesy of Fiamma Velo

Nata a Camposampiero (PD) e cresciuta sulle Dolomiti, a Cortina d’Ampezzo, Fiamma Velo inizia a studiare pianoforte all’età di cinque anni e, giovanissima, a comporre musica originale. Nel 2012 realizza la sua prima colonna sonora per il cortometraggio “The Icon, Spring in Autumn”, diretto dalla regista Silvia Ivanova Hristova. Nel 2015, sotto la guida della M°Guglielmina Martegiani, consegue il Diploma Accademico di I livello in Pianoforte Classico con il massimo dei voti presso il Conservatorio “C.Pollini” di Padova; a seguire ottiene una borsa di studio per completare il suo percorso didattico al Conservatorio J.Rodrigo di Valencia, dove si diploma con lode. Segue masterclass di perfezionamento pianistico e composizione, e si esibisce su importanti palchi In Italia e all’estero, affiancando a Salisburgo il M° Nikolaus Schapf. Nell’autunno 2015 entra nell’Educational Music Academy, accademia milanese per giovani compositori, fondata e diretta dal M° Roberto Cacciapaglia e a dicembre 2016 entra nel roster di EMA Records con cui ha da poco pubblicato il suo primo disco ufficiale “Camminando in Riva al Mare”, con la produzione artistica del M° Cacciapaglia.

 

 

1) Essendo un’artista emergente ancorché già con diversi risultati conseguiti ci racconti in breve chi è Fiamma Velo?
Fiamma Velo è la persona che ogni giorno cerco di dipingere in base ai miei Sogni. Fin da piccola ho la passione di suonare il pianoforte e comporre musica. Tutto è iniziato per omaggiare il ricordo di mia zia anch’ella pianista, ma mancata molto giovane. E’ cominciato come un gioco per poi diventare poco a poco qualcosa di più serio. A 18 anni ho realizzato le mie prime registrazioni, tra cui la colonna sonora del cortometraggio “The Icon, Spring in Autumn”. Tuttavia non avevo una guida solida che mi aiutasse a crescere dal punto di vista compositivo e di music production. La situazione è cambiata nel momento in cui sono stata selezionata per entrare nell’Educational Music Academy, accademia fondata e diretta dal M°Roberto Cacciapaglia con cui ho prodotto il mio primo album ufficiale.

 

2) Anche per te un solido percorso accademico, anche all’estero, ma agli inizi il pianoforte è stata una scelta imposta, un amore a prima vista o un semplice interesse fattosi via via sempre più presente?
Fin da piccola giocavo con piccoli pianoforti da bambini, a 5 anni mi sono approcciata allo studio vero e proprio. Dai 12 anni ho iniziato a dare gli esami al Conservatorio da privatista, in quanto mi era impossibile entrarvi subito, vivendo a Cortina. A 18 anni ho cominciato a frequentare il Conservatorio di Padova dove ho conseguito il Diploma Accademico in I livello e II livello, terminando quest’ultimo in Spagna al Conservatorio di Valencia, grazie ad una borsa di studio.
All’estero precedentemente avevo avuto occasione di suonare e seguire masterclass di composizione a Salisburgo, con il M°Nikolaus Schapfl.
Il Conservatorio penso sia stata una formazione valida ed essenziale per perfezionarmi a livello di esecuzione. Tuttavia son felice di aver trascorso i primi anni di studio a Cortina d’Ampezzo, in quanto è proprio in questo ambito, libero e creativo, che ho potuto coltivare la mia passione per la composizione, al di fuori degli accademismi.

 

3) La scelta di proporre propria musica, diversamente dall’attività concertistica di altri tuoi colleghi, è dettata da cosa in particolare?
Dall’irrefrenabile voglia di esprimere me stessa attraverso qualcosa di mio che mi fuoriesce di continuo. Talvolta durante l’interpretazione classica in Conservatorio mi sentivo richiamare così : ”Velo, si ricordi che lei qui è Fiamma interprete e non Fiamma compositrice! Chopin ha scritto piano, non vedo perché lei debba suonare a suo piacimento!” . Spesso anche suonando la classica mi soffermo su accordi e di lì sento nascere pezzi nuovi che devo assolutamente scrivere. Questa caratteristica mi ha portato a dover lottare con me stessa durante la preparazione degli esami accademici: spesso e volentieri avevo voglia di scrivere brani nuovi, ma sapevo di dover prima studiare.

 

4) I tuoi riferimenti musicali sia come pianisti che come compositori?
Riferimenti importantissimi li ritrovo nella musica di compositori odierni quali Ludovico Einaudi, Yann Tiersen, Yanni, Alexandre Desplat, Abel Korzeniowsky, Maxence Cyrin, John Barry ed ovviamente il mio maestro Roberto Cacciapaglia.

 

5) Come nasce la gestazione di un brano? Nel tuo ultimo album “Camminando in Riva al Mare”, si percepisce un approccio piuttosto variegato, ci racconti qualcosa in merito?
Un brano nasce da una piccola idea istantanea abbozzata su carta. Poi ci lavoro alcuni giorni, sistemando tutti i dettagli e le sfumature che man mano si palesano. Tendo a lasciar scorrere liberamente la musica senza soffermarmi subito su problemi di forma ed altri aspetti che poi, poco a poco, metto a punto.

 

6) Solitamente i giovani compositori non hanno ancora focalizzato il proprio stile, nel tuo caso invece si evince già un direzionalità strutturata, a cosa è dovuto questo oltre il talento che evidentemente possiedi e manifesti?
Probabilmente deriva da quello che a volte ritengo un mio difetto: la sensazione di non saper imitare alla perfezione uno stile o un’interpretazione. Ogni cosa che faccio viene sempre fuori un po’ “strana” e “diversa”… ma non me ne preoccupo più. Forse è questa la strada giusta da continuare a seguire per creare il mio stile.

 

7) Per chi fa musica è più importante emozionare o emozionarsi?
Io penso che per interpretare bisogna “sentire” e dunque emozionarsi, mantenendo però uno stato di calma ed equilibrio costante. Per comporre invece è necessario “ascoltare” ed emozionarsi totalmente inseguendo qualcosa di irrazionale. In entrambi i casi suppongo che poi il risultato sia emozionare visto che trasmetti appieno ciò che hai sentito e senti.

 

8) Una volta seduti al pianoforte prevale razionalità o passione?
Passione.

 

9) A proposito di pianoforte ne possiedi uno? Quanto tempo dedichi all’amato strumento?
Attualmente non possiedo un pianoforte, perché mi sposto molto ed ho cambiato spesso casa negli ultimi sei anni, da quando per motivi di studio non vivo più stabilmente a Cortina. In ogni caso trovo quasi sempre un pianoforte a disposizione in conservatorio o in altre sale. Altrimenti mi arrangio con una buona tastiera che, inoltre, mi aiuta ad elaborare i progetti grazie ad un sequencer. Nella mia musica, infatti, inserisco anche elementi di elettronica, piccoli effetti che intendo studiare sempre più a fondo, in quanto penso esaltino le sonorità acustiche degli strumenti.
Il tempo che dedico allo strumento è variabile, direi a seconda dell’umore e degli impegni. Sotto esami suonavo fino ad 8 ore al giorno. Ora, prima dei concerti o delle registrazioni, in ogni caso dedico molto tempo tra studio individuale e prove con altri musicisti.

 

10) Con la Spagna sembra di capire che tu abbia un legame particolare, o sbaglio?
Sì, ho vissuto un anno a Valencia per i motivi di studio sopra citati, ma ero già stata affascinata dalle atmosfere e dalle sonorità spagnole facendo un viaggio tra Girona e Barcelona nel giugno 2015. Volevo davvero avere la possibilità di trascorrere un periodo in Spagna e ci sono riuscita, quasi inaspettatamente, facendo domanda per la borsa di studio il giorno prima che scadesse il bando.

 

11) Ci racconti un episodio “OFF” durante un Live, un concerto, un evento importante o un imprevisto che avrebbe potuto rovinosamente farti scivolare ma che hai saputo risolvere lì al momento?
Era il 2014, al tempo suonavo la tastiera in un gruppo con un taglio un po’ più pop, e ci stavamo esibendo al Teatro Geox di Padova. Improvvisamente, durante la performance, mi si spense la tastiera… fortunatamente riuscii a riaccenderla al primo momento utile ed andò tutto liscio, ma da allora cerco sempre di suonare in contesti con un pianoforte, per evitare di dover fare i conti con gli inconvenienti degli strumenti elettronici.

 

12) Dalla notte dei tempi ad oggi le note sono sempre quelle; una manciata di suoni, eppure ci sono artisti che riescono a veicolare le proprie emozioni in modo sublime, altri seppur ottimi musicisti sotto il profilo tecnico faticano non poco. Cosa fa la differenza?
Non ne ho idea, tuttavia penso che la troppa razionalità possa bloccare la creatività. A volte saper troppo ti manda in confusione, io stessa a volte devo impormi di cancellare certe nozioni… se mi rapportassi sempre ai grandi della Classica non scriverei una nota!

 

13) Recentemente hai frequentato l’ Educational Music Academy. Con il M° Roberto Cacciapaglia (di cui nutro una profonda stima) come ti sei trovata?
Un’esperienza notevole, da cui ho imparato moltissimo. Prima di frequentarla ero totalmente priva delle basi necessarie per registrare professionalmente un brano. Inoltre, ascoltare i miei compagni di corso e confrontarmi mi ha arricchito tantissimo. Ringrazio moltissimo il M°Cacciapaglia che mi ha accolta e ha ascoltato le mie idee ed i miei progetti anche quando questi sembravano azzardati.

 

14) Giovane, brava e bella, un tuo pensiero su questo e sul mondo di oggi?
Personalmente mi ritengo fortunata per tutto il percorso che ho fatto e per quello che sto vivendo. Ognuno di noi, penso, possa essere bravo e bello… è una questione di scelte: ognuno di noi deve focalizzarsi sulla persona che vuole diventare e impegnarsi ogni giorno per esserlo. L’età non conta, ognuno può sempre raggiungere il suo sogno. Bisogna crederci!

 

15) Oggigiorno praticamente a costi ridotti chiunque può fare musica e pubblicarla. Sovente capita di sentire anche pianisti e compositori improvvisati ma con molti followers sui vari media. Un bene? Un male?
Un bene, ognuno è libero di creare e diffondere ciò che ha dentro… poi ciascuno deve capire come crescere e migliorare.

 

16) Musica e social network che ne pensi?
Ormai sono due mondi molto legati… la Musica è anche condivisione. Prima di tutto ovviamente viene il far Musica, ma, se si vuole condividere i propri lavori con il pubblico, il web è diventato essenziale. Il legame poi tra musica ed immagine mi ha sempre affascinata dunque non mi dispiace cercare di raccontare la mia musica attraverso dei video, come ho fatto per “Camminando in Riva al Mare”.

 

17) Il tuo tempo libero come lo impieghi?
Passeggiando nella Natura e, se posso, viaggiando. Sono i miei passatempi preferiti.

 

18) Per te il senso della musica in che cosa consiste? O se credi, il fine di far musica?
Regalare buone sensazioni, buone vibrazioni all’Anima nostra e di chi ci ascolta. Alcuni dicono sia cibo per l’Anima. Ed in effetti, in certi momenti una musica è capace di cambiarti l’umore totalmente, di darti energia e di farti sentire meglio. In certi istanti noi abbiamo bisogno della Musica.

 

19) Siamo in conclusione. Nel ringraziarti per il tempo che ci hai dedicato ti chiederei se gentilmente ci puoi anticipare qualcosa circa i tuoi prossimi progetti.
Innanzitutto ho in programma alcuni concerti: a Vicenza il 24/09 in Piazza dei Signori, a Milano il 30/09 presso la Feltrinelli di Piazza Duomo e a Padova ad ottobre.
Quest’anno tornerò a studiare all’ Educational Music Academy del M°Cacciapaglia ed a lavorare magari su un altro album. Anzi, so già come si intitolerà, ma per scoprirlo dovrete continuare a seguirmi ;).
Grazie a te per l’attenzione e un abbraccio a tutti i lettori di Jalo.us!

 

Riferimenti

Il sito ufficiale di Famma Velo: http://fiammavelo.wixsite.com/fiammavelo

Canale Youtube: youtube.com/channel/U…

Fiamma Velo

Photo courtesy of Fiamma Velo

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