monica-vittiAl secolo Maria Luisa Ceciarelli in arte Monica Vitti è nata il 3 novembre del 1931. I suoi personaggi e i suoi film la rendono indimenticabile protagonista del cinema e del costume del nostro paese. Da tempo ritiratasi a vita privata per motivi di salute, restano però i suoi capolavori: da “L’avventura” di Michelangelo Antonioni a “Polvere di stelle” con Alberto Sordi e “La ragazza con la pistola” di Mario Monicelli.

Bellissima, bionda, occhi da gatta, voce roca con un piglio tutto suo, con i suoi film Monica Vitti ha toccato l’apice del dramma e quelli del comico brillante. Unica come poche in grado di saper far ridere con intelligenza. Nella sua lunga carriera è stata l’alter ego dei più grandi attori della commedia italiana: Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman e Nino Manfredi. Ha lavorato con i più grandi: Alain Delon, Marcello Mastroianni e Giancarlo Giannini nel “Dramma della gelosia” di Ettore Scola.

Da tempo l’attrice si è ritirata a vita privata, causa anche le condizioni di salute. Per un lungo periodo è girata la voce su un ricovero in una clinica Svizzera per l’attrice che ha fatto la storia del cinema italiano ma trattasi di fake news.

Ma adesso, dopo circa 17 anni di assenza dalle scene, a rompere il silenzio è il marito, Roberto Russo che a CittàNews racconta come stanno davvero le cose. “Basta fake news su mia moglie”, ha affermato il regista. A quanto pare la Vitti non è mai stata in una clinica e si troverebbe nella sua casa di Roma come lo stesso Russo spiega: “Più volte è apparsa in Rete la notizia secondo la quale Monica sarebbe ricoverata in una clinica svizzera specializzata. Non capisco come sia nata e quale sia la fonte di questa fake news. Monica vive a Roma da sempre a casa nostra, è assistita assiduamente da me, con l’aiuto di una badante”.

E ancora: “Desidero smentire questa voce che circola con insistenza – ha detto Roberto Russo a CinecittàNews – rompendo per un attimo quella riservatezza da me tenuta in questi anni. Monica vive a Roma da sempre a casa nostra ed è assistita assiduamente da me, con l’aiuto di una badante. Spero – ha concluso Russo – di avere chiarito l’equivoco”.

 

 

 

 

 

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