Dopo aver inaugurato la rassegna “2×1” con Ramifications di György Ligeti, l’Ouverture del Ratto dal Serraglio di Wolfgang Amadeus Mozart e le Danses concertantes di Igor Stravinskij, unite insieme in un programma intitolato Dissonanze e Consonanze, il Prof. Sartorelli accompagna il pubblico dell’Auditorium di Milano alla scoperta di un lavoro dal fascino straordinario, in un appuntamento intitolato “Interpretazioni”, martedì 10 novembre alle ore 20.00 e mercoledì 11 novembre, sempre alle ore 20.00. Un lavoro di restauro che Luciano Berio ha effettuato sui frammenti che Franz Schubert ha lasciato di quella che avrebbe dovuto essere la sua Decima Sinfonia. Il giovane Schubert, nel 1828, progetta la sua ultima sinfonia. Nel 1827 si è spento Ludwig van Beethoven, che della sinfonia aveva fatto la sua cifra e con la sua produzione aveva pressoché posto un primato difficilmente sorpassabile o anche solamente raggiungibile. Se è vero che, nella storia, alcuni musicologi hanno intrapreso il discutibile progetto di completare la scrittura di questo lavoro orchestrale, integrando i frammenti insieme e connettendoli scrivendo una texture musicale che ricordasse lo stile di Schubert, Luciano Berio, oltre alla splendida orchestrazione, effettua un lavoro di restauro “moderno” (laddove la parola “Rendering” ha la doppia valenza  significa sia “restauro” che “interpretazione”): dove nella partitura schubertiana sussistono dei vuoti, quei vuoti permangono, ma vengono riempiti da Berio da un tessuto connettivo nel linguaggio che gli è proprio, certo rielaborando temi e motivi di Schubert, ma mantenendo il suo stile, con una “calce” sempre coerente ma originale e dalla personalità spiccata. Afferma Berio nelle note: “Nei vuoti tra uno schizzo e l’altro ho composto un tessuto connettivo sempre diverso e cangiante, sempre pianissimo e «lontano», intessuto di reminiscenze dell’ultimo Schubert (la Sonata in si bemolle per pianoforte, il Trio in si bemolle con pianoforte, ecc.) e attraversato da riflessioni polifoniche condotte su frammenti di quegli stessi schizzi. Questo tenue cemento musicale che commenta la discontinuità e le lacune fra uno schizzo e l’altro è sempre segnalato dal suono della celesta.” 

Un lavoro sinfonico che capita raramente di poter ascoltare, un capolavoro che rappresenta una gemma ineguagliabile di sintesi armoniosa tra passato e presente, che attesta che, quando due geni, anche appartenenti a epoche diverse, s’incontrano, il risultato sarà per forza eccellente.

2 x 1: Due al prezzo di uno, come si dice. Prima si analizza il repertorio, con una guida all’ascolto in cui l’orchestra esemplifica i passi oggetto d’indagine. Poi si ascolta il repertorio proposto. L’orecchio ha così i suoi punti di riferimento, si orienta e consente di fruire in modo più consapevole l’esperienza musicale. Con la rassegna “2 x 1”, l’’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi inaugura una nuova avventura, con l’obiettivo di formare degli ascoltatori più consapevoli e (di conseguenza) più entusiasti dell’esperienza della musica dal vivo. Ponendo ancora una volta il suo profondo interesse per i repertori del secolo scorso, su cui la rassegna pone l’accento. Si tratta di una novità assoluta della programmazione, una terna di concerti “discovery” in forma doppia: prima, una guida all’ascolto attiva, avente come protagonista l’orchestra che esemplifica i passi più significativi del repertorio proposto; poi, l’esecuzione stessa, senza interruzioni. 

 

I prossimi appuntamenti della rassegna “2 x 1”

Il terzo e ultimo appuntamento della rassegna è intitolato Nuove Rivoluzioni: Pietro Borgonovo dirigerà l’Ouverture Egmont di Beethoven e la Kammersymphonie n.1 di Arnold Schönberg, l’1 e il 2 dicembre all’Auditorium di Milano.

Info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler.

www.laverdi.org.

Biografie

Fabio Sartorelli, musicologo

Fabio Sartorelli insegna storia della musica al Conservatorio «G. Verdi» di Milano e «Guida all’ascolto dell’opera lirica e del balletto» all’Accademia del Teatro alla Scala di Milano.  Ha tenuto e tiene regolarmente corsi e lezioni per l’Accademia del Teatro alla Scala in collaborazione con l’Università Bocconi di Milano e il Piccolo Teatro, e per l’Università Ca’ Foscari di Venezia.  È stato ed è tuttora invitato a parlare di opera e balletto dalle maggiori istituzioni italiane e straniere: Fondazione Petruzzelli di Bari, Teatro alla Scala di Milano, Teatro Nazionale dell’Opera di Bucarest, Fondazione Arena di Verona, Milano per la Scala (a Palazzo Clerici e al Circolo Filologico di Milano), Fondazione Bracco (nel teatrino di Palazzo Visconti), Museo del Novecento, Festival di musica da camera di Mantova, Auditorium Toscanini di Parma, Università degli Studi di Padova, Teatro Sferisterio di Macerata, Università Bocconi, Sagra Musicale Malatestiana e Teatro Galli di Rimini, ecc.  

Per i primi dieci anni di vita dell’Accademia del Teatro alla Scala ha curato i testi di un volume commemorativo edito da Mondadori e, fra il 2012 e il 2013, di due cataloghi dedicati rispettivamente ai costumi delle opere di Puccini e Verdi per la Fondazione Bracco di Milano. Nel dicembre 2014 è uscito il volume «Giorgio Strehler, un uomo per Milano, un teatro per l’Europa» con suoi contributi, di Alberto Bentoglio e di Maurizio Porro, critico cinematografico del Corriere della Sera. Dal mese di febbraio 2016 ha tenuto regolarmente delle conversazioni presso il Museo teatrale alla Scala nell’ambito dell’iniziativa intitolata «Che spettacolo di museo», riguardante le opere in cartellone nel Teatro medesimo, con la partecipazione di giovani attori del Piccolo Teatro di Milano.  È da vent’anni direttore artistico di un’importante stagione concertistica, che ha luogo fra l’autunno e la primavera a Varese presso il Salone Estense e la Basilica di San Vittore. È vicepresidente dell’Orchestra Sinfonica di Milano «Giuseppe Verdi». Fabio Sartorelli ha studiato composizione e si è diplomato in pianoforte al Conservatorio di Milano. È laureato con lode in musicologia all’Università degli studi di Bologna. 

Pietro Mianiti, direttore

Pietro Mianiti è attualmente direttore ospite dell’Accademia del Teatro alla Scala e docente di Viola al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano. Ha studiato viola, composizione e direzione d’orchestra. Dopo molti anni come violista principale di importanti orchestre operistiche e sinfoniche italiane, ha fatto il suo debutto come direttore nel 1998 dirigendo la prima mondiale di “Il Filo” di Michele Dall’Ongaro, Regia di Daniele Abbado al Teatro “Rendano” di Cosenza. È fondatore del Italian Piano Quartet, con il quale si è esibito in importanti festival e sale da concerto tra cui il Festival dei Due Mondi di Spoleto, il Lygon Melbourne Arts Festival, Carnegie Hall di New York, Kleine Musikhalle ad Amburgo, Filarmonica di San Pietroburgo e la Dixon Gallery di Memphis. Dal 1999 al 2003 è stato direttore musicale di “Prolirica – Perù”, su invito di Luis Alva, e nel 2004, è stato nominato consulente artistico del Teatro Massimo di Palermo. Nel 2008 ha iniziato la sua collaborazione con l’Accademia del Teatro alla Scala come Direttore principale e Professore, collaborando regolarmente con il Teatro alla Scala, dove nel 2016 ha debuttato in stagione, sostituendo, all’ultimo momento, un indisposto Fabio Luisi, con il quale ha poi iniziato un’importante collaborazione all’Opera de Paris. Pietro Mianiti ha diretto in prestigiosi teatri lirici, tra cui: il Teatro alla Scala, l’Opera di Kaliningrad, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Regio di Parma, Opera di Zurigo, Oman Royal Opera House di Muscat, Hong Kong APA, Angers Nantes Opera, Opera Rennes, Arena di Verona, Teatro Ponchielli di Cremona, Teatro Sociale di Como, Teatro Fraschini di Pavia, Teatro Grande di Brescia, Teatro Donizetti di Bergamo, oltre che, in ambito sinfonico, prestigiose compagini quali l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI – Radio Televisione Italiana, l’OSI – Orchestra della Svizzera Italiana, l’Orchestra Sinfonica di Milano “Pomeriggi Musicali”, l’Orchestra Borusan di Istanbul, i Virtuosi Italiani e molte altre. Recentemente, Mianiti ha diretto all’Anger Nantes Opera e Rennes Opera una produzione di Un Ballo in Maschera che ha riscosso un forte successo. In questa stagione, Pietro Mianiti dirigerà l’Orchestra della Svizzera Italiana, l’Orchestra del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e tornerà all’Angers Nantes Opera alla direzione di Lucia di Lammermoor.

“2 x 1” 2020/21

Interpretazioni

Schubert restaurato da Berio:

in Auditorium si studia e si suona “Rendering” 

col prof. Fabio Sartorelli 

Martedì 10 novembre 2020, ore 20.00

Mercoledì 11 novembre 2020, ore 20.00

Auditorium di Milano, largo Mahler

Musiche di Schubert-Berio (Rendering, per orchestra)

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

Relatore Fabio Sartorelli

Direttore Pietro Mianiti

 

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