Componendo musica attraverso l’AI, cosa stai facendo davvero? Stai facendo parlare qualcun altro al posto tuo? Stai riproducendo la cover di un software? Sei veramente un artista? E’ lo stravolgimento del mercato discografico che sta spingendo gli artisti ad usarla?
In questo articolo, il chitarrista dei THE ROCK ALCHEMIST, Beppe Geracitano, cerca di rispondere a queste scomode domande.
Intelligenza artificiale e Creatività
Il mio parere è che l’AI applicata alla composizione musicale non amplifichi la creatività: la sostituisce, e lo fa a modo suo. All’inizio può sembrare che allarghi i tuoi orizzonti artistici, ma pian piano finisce per rimpiazzare il lavoro della tua mente e del tuo inconscio.
I software che creano musica attraverso l’intelligenza artificiale analizzano una quantità enorme di canzoni già esistenti: gli dai tre note, gli dici che tipo di brano vuoi, e attraverso calcoli probabilistici ottieni un risultato basato su tutto ciò che è già stato fatto in precedenza. Non hanno coscienza né intuito: lavorano solo secondo i parametri per cui sono stati addestrati. La cosa preoccupante è che lo fanno in modo eccezionale e lo può fare chiunque.
Se vuoi produrre in continuazione, in stile catena di montaggio come se le canzoni fossero rotoli di carta igienica, puoi farlo tranquillamente. Ma tu, che dovresti essere l’artista, sei sicuro di voler far esprimere da qualcun altro emozioni che dovrebbero essere tue? Puoi farlo certo, facilmente e in pochi minuti, però non dire che quelle canzoni sono tue. Ci vorrebbe un po’ di onestà intellettuale e di dignità, anche se ognuno resta libero di vivere come vuole, ci mancherebbe.
C’è addirittura chi pubblica brani interamente prodotti con l’AI che imitano il sound e la voce di artisti molto popolari: gli ascoltatori pensano di sentire l’artista vero, ma è solo un software. Lo fanno per ottenere streaming sfruttando l’identità artistica di qualcun altro, ed è una cosa che trovo musicalmente triste, aberrante.
Il senso della composizione secondo me
Personalmente, ho bisogno di comporre musica: mi fa stare bene, lo faccio prima di tutto per il mio benessere. Lo facessi fare ad un software non vivrei la stessa esperienza .
Nella composizione cerco di comunicare sensazioni ma non in modo intenzionale: seguo semplicemente il mio istinto, che mi fa scegliere tra una soluzione armonica piuttosto che un’altra. E a volte è proprio l’errore a regalarti la cosa che non ti aspetti e che fa la differenza!
Un altro aspetto importante è l’improvvisazione perché spegni il cervello e suoni, senza pensare a nulla ed anche in queste situazioni escono cose a cui non saresti mai arrivato ragionando in maniera razionale. E tra l’altro, l’improvvisazione è una di quelle cose uniche della musica che si stanno perdendo, si vuole tutto sicuro, subito, già preconfezionato e facile.
L’anello di congiunzione con tutto questo, c’è quando a volte capita dopo anni di riascoltare un tuo lavoro e pensi: caspita, quello che questa canzone mi trasmette oggi è esattamente lo stato d’animo che avevo quando l’ho scritta e registrata, e ti viene la pelle d’oca. Ed è così che un ascoltatore conosce il tuo essere e rivive le tue sensazioni. In questo modo un artista arriva all’ascoltatore.
È un lavoro impegnativo, certo, perché è una sfida costante con se stessi, ma è proprio questo che ti aiuta a migliorare ed anche a trovare te stesso.
Come può un software sostituire tutto ciò? O meglio: tu che sei l’artista, non hai una personalità? Non hai cose da esprimere, da dire, da comunicare?
Qualcuno potrebbe obiettare: “Ma oggi si fa così, sei rimasto indietro, lo si usa anche solo come aiuto.”
Certo, si può fare anche così. Ma tra qualche anno avrai il cervello appiattito: la creatività va tenuta allenata costantemente, è come un muscolo. Ci sono processi mentali che impari a riconoscere solo con il tempo, e più componi, più li riconosci.
E poi c’è la questione di creare qualcosa che non è mai esistito prima: se l’AI fosse esistita negli anni ’70, gruppi come i Black Sabbath probabilmente non sarebbero mai nati, perché quel tipo di suono non era nei database. E non sarebbe mai stato generato perché non sarebbe rientrato nei calcoli di ciò che può funzionare. Invece sappiamo tutti come è andata….
Un nodo importante: i costi di produzione
C’è un aspetto fondamentale che la maggior parte dei musicisti non considera e che gli ascoltatori quasi certamente non conoscono: i costi di produzione.
I budget disponibili non sono più quelli di qualche decennio fa.
Per dare qualche numero: le spese di produzione completa, ovvero registrazioni, mix, mastering, grafica, fotografie, videoclip, marketing e promozione , un tempo raggiungevano cifre esorbitanti. Slippery When Wet dei Bon Jovi (1986) costò circa 3 milioni di dollari; il Black Album dei Metallica (1991) arrivò addirittura a 7 milioni. Cifre che però venivano ampiamente ripagate, perché si vendevano milioni di copie fisiche.
Dal 2000 in poi, quello che considero l’anno zero della musica con l’avvento della distribuzione digitale, i ritorni economici sono diventati ridicoli rispetto al passato, a volte quasi nulli, e quei budget faraonici sono scomparsi. Ed è anche per questo motivo che oggi i biglietti dei grandi concerti hanno costi molto alti: gli attuali investimenti devono rientrare in qualche modo.
Oggi con 1 milione di stream guadagni circa 3000 dollari, da dividere poi con l’ etichetta discografica, la band, i collaboratori e poi ci devi anche pagare le tasse. Cosa ti rimane? Ma soprattutto …. Chi riesce a fare questi numeri e in maniera costante? Fatevi delle domande e soprattutto dei conti quando dicono in TV che un cantante ha totalizzato milioni di ascolti sulle piattaforme. Questa è la realtà.
Adesso, se vuoi produrre musica ad alti livelli, devi trovare soluzioni diverse: costi ridotti, sistemi ad alta efficienza.
L’avvento dei software, degli home studio, dei plugin e di tanti altri strumenti dall’ottimo rapporto qualità-prezzo ha aiutato moltissimi artisti nel loro lavoro di creazione e produzione.
Oggi esistono software capaci di emulare digitalmente, in media al 95%, apparecchiature hardware che un tempo si trovavano solo nei grandi studi di registrazione a costi altissimi e su questo aspetto sono totalmente a favore della tecnologia, perché è l’unico modo che hai per sopperire alla mancanza di budget.
Per fare un esempio su me stesso: ho curato quasi tutta la registrazione dell’album Lead Love and Gold della mia band The Rock Alchemist, oltre a produzione e missaggio. Da un lato perché mi piace farlo, dall’altro perché oggi un artista deve saper curare quasi ogni aspetto a 360 gradi se vuole andare avanti col proprio lavoro. A meno che, ovviamente, tu non ti chiami Lady Gaga o Metallica.
Dove finisce lo strumento e comincia altro
In questo scenario, l’AI è sicuramente un sostegno: aiuta ad automatizzare processi di ogni genere, velocizza le ricerche, permette di capire in tempi brevissimi come funzionano software o hardware. La vedo come un’enorme biblioteca con accesso ultrarapido alle informazioni.
È vero che molti di questi compiti potrebbero essere svolti da persone, ma se io non posso permettermi di pagare qualcuno, quel qualcuno semplicemente non potrà collaborare con me in ogni caso. E oggi, nel 2026, sei quasi obbligato a usare questi strumenti, perché l’alternativa, per quasi tutti, è non fare praticamente più nulla.
Ma con l’intelligenza artificiale si sta andando oltre.
Non è un semplice effetto, come dicono in molti, né un’innovazione tecnologica che ti permette di sperimentare soluzioni o suoni nuovi. C’è sempre stata la polemica sulle nuove tecnologie, ma non c’entra nulla con questo ed è veramente ridicolo pensarla così!!
L’AI è un passo epocale per l’umanità, forse è un ennesimo anno zero, e non ci si accorge davvero della sua potenza, in positivo come in negativo, finché non vedi con i tuoi occhi come va sostituire quello che fai tu stesso e che hai impiegato anni e anni ad imparare.
Governi e multinazionali stanno investendo miliardi di dollari per svilupparla: non la si può paragonare, come fanno alcuni artisti anche famosi, all’invenzione della distorsione o del sintetizzatore, perché quelli erano strumenti che ti permettevano di esprimerti in modo diverso, non di essere sostituito in maniera completa.
C’è un ultimo aspetto da considerare. Negli anni, le produzioni discografiche hanno cercato la perfezione esecutiva, soprattutto grazie ai software, e gli ascoltatori si sono abituati a una musica priva della minima imperfezione. Il passo successivo, quello di oggi con l’AI, ha permesso di generare canzoni intere con musicisti e cantanti che non esistono nella realtà, e paradossalmente, a livello di esecuzione e produzione, la sensazione d’ascolto è molto simile a quella dei brani “perfetti” di questi ultimi anni. Di conseguenza per molti utenti non specializzati è addirittura impossibile distinguere la differenza tra una produzione diciamo vera e perfezionata ed una finta.
Quale futuro?
Quindi adesso cosa si fa? Siamo ad un punto di svolta?
Come si evolverà il futuro, nessuno lo sa. Probabilmente una parte dell’umanità resterà dalla parte delle sensazioni umane che apprezza le “umane” imperfezioni, un’altra non si accorgerà nemmeno della differenza, oppure considererà l’imperfezione come incapacità. Ma i passaggi evolutivi stessi sono errori o deviazioni rispetto alle regole e agli standard. Quindi?
Alla fine, quello che detterà legge sarà probabilmente la natura. Perché la natura, alla fine, in un modo o nell’altro vince sempre.
E forse l’unico vero limite all’evoluzione e all’uso dell’intelligenza artificiale sarà la disponibilità di energia sul pianeta Terra (sempre mia personale opinione, come del resto tutto quello scritto fin qui)
In fondo, voglio credere al fatto che l’arte umana, se ha quella giusta “magia” che solo l’arte stessa può dare, in qualche modo andrà sempre a toccare gli animi delle persone. Il mondo è fatto anche da cose che non sempre riusciamo a spiegare e che ancora non siamo in grado di calcolare. L’uomo in qualche maniera potrà sempre fare la differenza.
ULTERIORI NOTIZIE DELLA BAND:
Di recente i THE ROCK ALCHEMIST hanno pubblicato i video delle loro performance live di “Limitless” e “Passion Drives You Over”, tratti dal loro ultimo album “Lead, Love and Gold”, uscito nel 2024 per Lion Music.
I video delle performance live sono stati registrati durante il loro concerto del 28 febbraio 2026 presso l’auditorium di Magazzini Musicali Merula, uno dei più grandi negozi di strumenti musicali in Europa. Mixaggio a cura di Beppe Geracitano.
La band parla della propria musica:
“Niente autotune, niente campioni e niente sovraincisioni. Solo una base di tastiere su alcune songs. Ci teniamo a mantenere la musica dal vivo il più possibile pura e autentica. Considerando come viene utilizzata in modo eccessivo la tecnologia nel 2026, anche sul palco, pensiamo sia importante comunicarlo!”
Guarda i live video:
‘Passion Drives You Over’: https://www.youtube.com/watch?v=zAIdbAKvy9Q
‘Limitless’: https://youtu.be/Jrh-LFXWJoI?si=sOUNco1P46r8ubEb
THE ROCK ALCHEMIST – fondata nel 2009 – è una rock band italiana di Torino con una forte identità sonora che fonde il rock moderno con elementi di progressive, hard, alternative e pop. La band ha costruito un seguito internazionale, in particolare in Finlandia, USA, Spagna, Francia, Brasile, Germania, Polonia e Canada.
La loro musica nasce da un equilibrio tra impatto emotivo, abilità tecnica e qualità della produzione. Nel corso degli anni, hanno anche collegato la loro immagine al mondo del motorsport e della F1, diventando la prima rock band ad esibirsi sul podio del Circuito di Monza durante la cerimonia di premiazione del Monza Rally Show 2015. Diverse delle loro tracce sono state utilizzate come colonne sonore in programmi televisivi come Griglia di Partenza, e su canali come Eurosport o RTBF Belgium.
Le loro canzoni hanno inoltre ricevuto diffusione radiofonica internazionale, in diversi paesi tra cui USA, Polonia e Francia (Virgin Radio France).
Recenti video da non perdere:
Live Or Die – Ayrton Senna Tribute (Eyes Of Mind 2012): https://www.youtube.com/watch?v=lT6zcO8cvEY
Imagine (Live at FIM 2015) https://youtu.be/Tt0hAqsbs40?si=vHzR_8922OYQUxe8
Panic Room (Elements 2017) https://youtu.be/hn6F3jfT-Mc?si=QGOJSunYRnDss127
Cars (Elements 2017) https://youtu.be/N8I2yRSKwA8?si=MOXsOvnZzS8r7Wei
American Woman (2019) https://youtu.be/ChXV2C5aUjw?si=V2qNl-AR7RdBL7RB
All I Want For Christmas Is You (2021) https://youtu.be/ocNBmWcPGjw?si=SHLpGzWi_p2KyP-o
Passion Drives You Over (Lead Love and Glod 2024) https://www.youtube.com/watch?v=AZiutnHzHRI
Line-up:
Aldo Garrone – Vocals
Beppe Geracitano – Guitars
Raoul Ronco – Bass
Max Gordiani – Drums
Ulteriori informazioni:
Web: https://www.therockalchemist.it
Facebook: https://www.facebook.com/p/The-Rock-Alchemist-100063482113095/
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