A meno di un anno dall’album d’esordio, quel “Recalling” con cui la band veneta aveva fatto il suo ingresso nell’ambito post-rock e ethereal wave, gli Anastatica sono tornati su tutti gli store digitali con un nuovo lavoro.

“In a sleeping garden” è il titolo di un EP di quattro brani, ancora una volta interamente strumentali, che segna il secondo capitolo discografico della formazione guidata da Simone Bortolotto, compositore, polistrumentista e produttore.

Musica dalle atmosfere oniriche fatta di chitarre filtrate, bassi fretless, sfondi elettronici accostati a melodie pianistiche, strumenti etnici (sitar, cetre e percussioni), campionamenti di suoni naturali: una ricetta che rispetto al precedente disco viene ora ad affermarsi con maggiore enfasi.

“In a sleeping garden” denota ancora una volta influenze che rimandano a molti artisti come Dead Can Dance, David Sylvian e Cocteau Twins, ma anche alle sperimentazioni di compositori contemporanei come John Cage o Markus Stockhausen.

Suggestioni da viaggio con qualche strizzatina d’occhio alla psichedelia legano le quattro tracce presenti nell’EP in una sorta di concept ideale, che a tratti potrebbe richiamare alle opere pittoriche degli artisti con cui da tempo la band veneziana collabora, fornendo colonne sonore a mostre e gallerie in Italia e all’estero.

Nelle ormai note piattaforme digitali, il disco è disponibile per lo streaming e il downloading, mentre l’edizione vinile può essere acquistata direttamente dalla pagina bandcamp della band: https://anastatica1.bandcamp.com

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