Per il cantautore si chiude un ciclo dopo il concerto del 26 novembre a Roma: il 2 settembre un live dedicato alla figlia scomparsa nel 2010

Chiude una fase artistica Niccolò Fabi. Per il cantautore è la fine di un ciclo, per cercare nuove ispirazioni. Dopo il concerto del 26 novembre al Palalottomatica di Roma si prenderà una pausa. Per “capire dove andare a parare”: “Mi dedicherò agli affetti, agli amici. Ridarò attenzione a certe dinamiche della vita che ho trascurato in questi anni”, racconta a La Stampa. Fabi, però, su Facebook sottolinea che il suo non è un addio alla musica.

“Ciò che avevo da dire l’ho detto – prosegue – Mi prenderò tempo, questa fase della mia vita è finita nella maniera migliore. Per ora non sto scrivendo, ma so che tenterò di fare qualcosa di completamente diverso”. Il 2 settembre a Porino, Niccolò sarà sempre alle prese con il concerto benefico “Le parole di Lulù”, dedicato alla memoria della piccola Olivia, figlia di Fabi scomparsa nel 2010 a causa di una meningite.

“Molto è cambiato da quel 2010 – spiega – quella giornata e le sue edizioni successive sono state un obbligo morale ed emotivo. Successivamente è diventata una scelta vera. All’inizio era il compleanno di nostra figlia, oggi è a tutti gli effetti una festa per i bambini alla quale si unisce l`aiuto economico per un progetto che si dedichi ai bimbi più in difficoltà”.

FABI: “NON E’ UN ADDIO ALLA MUSICA” – Dopo che alcuni siti hanno parlato sul presunto ritiro dalla musica, Niccolò su Facebook precisa di non aver mai parlato di ritiro: “Un titolo ripreso a sua volta e declinato a più non posso, che annunciava il mio ritiro definitivo dalle scene. Nell’italiano che frequento frasi come ‘considero conclusa una fase artistica della mia carriera’, ‘non credo di poter andare oltre in un certo tipo di canzone, ‘ho bisogno di una bella pausa in cui dedicarmi a progetti diversi’ non sono esattamente sinonimi di ‘addio alla musica’ o ‘ritiro definitivo dalle scene’…”.

Poi continua, parlando anche dei suoi progetti futuri: “A ottobre uscirà un disco raccolta e a novembre avrò un importante concerto a Roma di fine tour. L’idea che qualcuno che non mi conosce bene possa pensare che dietro a quel tipo di esternazioni ci sia il misero progetto di vendere qualche copia o biglietto in più mi fa rabbrividire. Voglio tranquillizzarvi. A chi pensa di acquistarli per assistere alla pantomima di un addio, per guardare da vicino le lacrime di un uomo che se ne va per sempre, o per possedere il suo testamento, a coloro consiglio di non farlo, di non comprarli assolutamente. Potrei tornare tra due anni vestito in smoking rosa suonando in un gruppo salsa e merengue o in canotta tatuato di teschi in una band che fa solo cover dei Suicidal Tendencies. Quando me ne andrò per sempre non credo che avrò tempo e voglia di comunicarlo prima di un concerto o prima dell’uscita di un disco. Non è questo quello per cui ho lottato. Che è invece la libertà della scelta. La scelta di tacere o di parlare. E nel caso in cui ci fosse qualcosa da dire di farlo nei tempi e nei modi che si accordano alla mia natura”.

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