Ennio Morricone ha incantato l’intera Arena mandando in visibilio il pubblico con la magia della sua emozionante musica. Una serata che potremmo definire una colonna sonora da brividi.

Il Maestro (Premio Oscar per due volte) fa la sua apparizione alle 21.15 in abito nero e riceve subito una standing ovation prima che inizi lo spettacolo del suo «The 60 years of music world tour» a festeggiare i sessantenni di carriera come compositore e direttore d’orchestra.
Per la scaletta Morricone ha scelto i pezzi più rappresentativi e famosi tra le oltre 500 composizioni di musica per film, sul palco (per la rinnovata stima) è presente l’orchestra sinfonica Roma Sinfonietta, coadiuvata da un coro di 75 cantanti, nel complesso sul palco erano presenti 200 professionisti.
Il Maestro 89enne affida l’inizio e dirige con una gestualità fioca, il tema degli «Intoccabili», brividi assoluti, il pubblico in estasi, seguito da «C’era una volta in America». Solo questi due per capire la grandezza e bellezza della poesia di Morricone; un Compositore già passato alla storia della musica contemporanea.
Poi si passa alla struggente colonna sonora di «Nuovo Cinema Paradiso», e a seguire un’ampia carrellata sul western di Sergio Leone da «C’era una volta il West» fino a «Il buono, il brutto e il cattivo» con il brano simbolo de «L’estasi dell’oro».
Tutto questo mentre il pubblico era letteralmente incantato. Il Maestro stesso aveva detto volgendosi direttamente alla platea: «Vorrei suggerire alle persone di chiudere gli occhi, perché guardare credo serva a poco e fa perdere concentrazione nell’ascolto della musica».
Non sono mancate anche le sorprese, «L’ultima diligenza di Red Rock» facente parte della colonna sonora del film «The hateful eight» di Quentin Tarantino con cui Ennio Morricone ha vinto nel 2016 l’Oscar e il Golden Globe per la miglior colonna sonora originale, è una di queste. La cantante portoghese Dulce Pontes è un’altra delle sorprese che il Maestro ha voluto con sé per queste due serate sold out, ha dato un valore aggiunto a molti brani con la sua voce, brani come «La luz prodigiosa» di una bellezza infinita. E ancora il bis con un’altra colonna sonora iconica, stampata nell’immaginario collettivo quando si parla di emozioni profonde, quella di «Mission» e del suo «Gabriel’s Oboe» sfiorando la commozione di tutta l’Arena.
Ennio Morricone ha regalato incanti. L’Arena chiudendo gli occhi li ha fatti vibrare dentro sé.