Secondo i dati della Entertainment Retailers Association, per la prima volta il vinile dà ricavi maggiori dei formati digitali: “E’ un prodotto con appeal”.

dischi-in-vinileInutile negarlo: il disco in vinile ha sempre il suo indiscusso fascino.  Ne avevamo parlato in un recente nostro articolo, ora anche i dati di vendita sembrano certificare l’effettiva rinascita del vecchio formato analogico.

Nonostante lo si sia dato per defunto più di una volta, il vinile sembra essere tornato in auge seppur ricopra ancora una quota di nicchia nel panorama globale delle vendite.

Stando al report fornito dalla Entertainment Retailers Association, la scorsa settimana in Gran Bretagna le vendite del vinile hanno superato quelle dei download digitali: 2.4 milioni di sterline contro i 2.1 milioni del digitale. Nella stessa settimana del 2015, per il vinile vennero spesi 1.2 milioni di sterline contro i 4.4 milioni per il formato digitale. A parte la settimana del Record Store Day, lo scorso aprile, è la prima volta che il vinile vende più del digitale. Un risultato impensabile dieci anni fa, quando il vecchio disco sembrava spacciato.

Non è semplicemente un momento di revival per nostagici del vecchio formato, ma un fenomeno mondiale, consolidato ed in continua crescita, il dato britannico appare particolarmente significativo, vista l’importanza di quel mercato. Kim Bayley, direttrice generale della ERA, ha legato il boom di acquisti allo shopping natalizio, sottolineando però l’importanza che la veste grafica e la qualità suono rivestono per gli acquirenti degli album. ” Il vinile è un prodotto molto più attraente dei download digitali”, ha dichiarato Bayley, “ed è anche aiutato dai supermercati (in Gran Bretagna sono in vendita in grandi catene come Tesco e Sainsbury, ndr) che ormai hanno in stock il vinile. Questo non solo incrementa il mercato esistente, ma ne crea di nuovo”.

La stessa Bayley ha ricordato anche come le stesse case discografiche siano tornate sui loro passi: mentre fino a poco tempo fa venivano messi in commercio quasi esclusivamente dischi di catalogo, e in particolare quelli più celebri, adesso vengono pubblicati dischi di ogni genere, dal pop alle compilation fino alle colonne sonore. Non a caso, nella classifica di questa settimana compaiono dischi di Kate Bush, Amy Winehouse, Busted, la colonna sonora di Guardiani della Galassia e la compilation Now that’s what I call Christmas.

vinileLe vendite del vinile sono in crescita un po’ in tutto il mondo: negli Stati Uniti si è passati dai 4 milioni di pezzi venduti nel 2011 ai 13 milioni del 2014, mentre in Italia, nei primi sei mesi del 2016, si è registrato un +43% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il vecchio 33 giri oggi raccoglie quasi 3,5 milioni di euro contro i 2,4 della prima metà dello scorso anno, portando la quota di mercato dei “dischi” al 5% del totale.

Secondo la Bayley, oggi c’è una nuova generazione di acquirenti di vinile. Moltissimi teenagers e under 25 che vogliono ascoltare i loro artisti preferiti attraverso oggetti più seducenti e più collezionabili: “E’ molto difficile dimostrare il proprio amore per un musicista senza avere qualcosa a cui aggrapparsi”.

Il fenomeno rigarda anche i negozi: mentre quelli dedicati ai cd stanno ormai scomparendo, aumenta il numero di quelli dedicati unicamente ai 33 giri. Secondo i responsabili dello storico negozio Rough Trade di Londra,  molti turisti entrano anche solo per comprare una copia di London Calling dei Clash. “E la gente non smette di chiedere The dark side of the moon dei Pink Floyd in vinile. E lo farà anche tra cento anni, quando saremo tutti morti”.